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Gentiloni e Confalonieri a confronto
  A Milano sulla riforma radiotelevisiva, il pluralismo, il digitale
   
 
 
  «La Tv e l'arte della morra cinese» è il convegno organizzato il 3 marzo a Milano, nella sede della Regione Lombardia, da Campus multimedia In.Formazione, consorzio formato da università Iulm e gruppo Mediaset. In una tavola rotonda con il consigliere Rai Carlo Rognoni, moderata da Paolo Liguori, il presidente di mediaset Fedele Confalonieri e il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni hanno parlato del disegno di legge sul sistema radiotelevisivo, del pluralismo, del digitale. Sulla riforma, Confalonieri ha detto: «Credo che alla fine in Parlamento prevarrà il buon senso, perché se andassero in porto certe decurtazioni contro di noi ci sarebbero problemi occupazionali». Sul digitale: «Se lo vogliamo fare, lo facciamo. Certo se inizia a essere una Cayenna, un gulag, non ci crediamo». Gentiloni ha replicato sulla riforma: «C'è intesa nella maggioranza. La discussione andrà avanti in Parlamento. Certo se il progetto cambierà non lo decide il ministro». Sul digitale: «Noi stiamo dando delle certezze e delle date credibili. Non c'è nulla di peggio per il mercato di date incredibili e non rispettate come ha fatto il precedente governo. Se si dà più ritmo alla strategia di sistema, se si investe di più, soprattutto la Rai, nel processo di copertura digitale, e si investe su nuovi programmi, allora credo che saremo in grado di accelerare il processo di transizione». Sul pluralismo, Confalonieri ha affermato che già c’è, mentre per Gentiloni va assicurato secondo il messaggio del 2002 agli italiani dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
   
 
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