associazione nazionale utenti televisivi e consumatori italiani  

Chi siamo
Dove siamo
Home

Contatti
Aboliamo il canone
Links
NOICONSUT
Archivio
Iniziative
Per un'altra tv, via i partiti dalla Rai
  Referendum d'iniziativa popolare
   
 
 
  18 GIUGNO - Significativo successo, venerdì 16 giugno, della raccolta di firme in tutta Italia per la proposta di legge per riformare il sistema radiotelevisivo. L'obiettivo è raccogliere cinquantamila firme (ne mancano attualmente circa quindicimila) per chiedere una legge che, estromettendo i partiti dalla Rai e superando il duopolio televisivo tra la tv di stato e Mediaset, assicuri il pluralismo, l'indipendenza, l'obiettività e l'imparzialità dell'informazione audiovisiva in Italia. Di seguito, tratta dal sito www.perunaltratv.it, una scheda esplicativa del perché si raccolgono le firme: «Quali sono gli scopi della legge? La legge mira a sanare la duplice anomalia italiana nel campo dei mezzi di comunicazione audiovisivi: da una parte, il duopolio Rai-Mediaset che impedisce l'emergere di nuovi attori e limita il pluralismo; dall'altra, il controllo politico esercitato sul servizio pubblico radiotelevisivo, che non ha pari nel mondo democratico. Com'è nata la proposta di legge? La proposta è scaturita dall'appello lanciato da Sabina Guzzanti in occasione dell'uscita del suo documentario, "Viva Zapatero!", ed è stata stilata da un gruppo di lavoro composto da giornalisti, autori e giuristi, tra cui Tana de Zulueta, Giulietto Chiesa, Marco Travaglio, Giovanni Valentini, Udo Gumpel, Curzio Maltese, Maria Cuffaro e Alberto Gambino. A quali sistemi radiotelevisivi si ispira la proposta di legge? La proposta si basa sul sistema tedesco, che garantisce l'assoluta indipendenza editoriale dei canali pubblici. Come cambierà la Rai se questa proposta venisse approvata? Verrà abolita la Commissione parlamentare di Vigilanza. Al suo posto, un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri saranno in maggioranza (11 su 21) nominati dalla società civile (sindacati, artisti, imprenditori, giornalisti, Terzo Settore, accademici, autori, associazioni degli utenti). Dei rimanenti 10 membri, 3 verranno eletti dagli enti locali e 7 saranno nominati dal Parlamento. Il Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, e non più il governo ed i presidenti delle Camere, nominerà i 5 membri del Consiglio d'Amministrazione della Rai, che saranno scelti tramite concorso pubblico ed agendo in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza, ponendo così fine alla lottizzazione ed alla spartizione politica del servizio pubblico. Il mandato del CdA avrà una durata di 6 anni, contro i 5 anni di una legislatura. Come cambierà il panorama radiotelevisivo italiano se la proposta venisse approvata? Nessun operatore televisivo privato potrà raggiungere più del 30% dell'audience nazionale. Nessun operatore televisivo potrà raccogliere più del 30% delle risorse del settore televisivo (canone e pubblicità)». Sul sito www.perunaltratv.it è possibile ottenere ogni altra informazione utile per partecipare alla richiesta del referendum.
   
 
Vai all'Archivio News | Torna alla Prima Pagina
Leggi i commenti!
D-dimers levitra middle-aged hallucination categories aspirate authors Altri commenti
Sondaggi
I partiti e il palinsesto Rai
E' giusto che i partiti politici influenzino il palinsesto Rai?
Sì: la tv pubblica deve riflettere il peso politico dei partiti
No, la Rai deve preferire le professionalità
In parte, servono regole che non escludano le minoranze
Occorre equidistanza dai partiti
Risultati
Osservatorio sulla Tv
Login