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«La Rai non ha fatto crescere una coscienza critica, quindi non ha diritto al canone»
  Federica Rossi Gasparrini, presidente della Federcasalinghe, sull'alleanza con Utelit per abrogare il canone Rai
   
 
 
  «La Federcasalinghe aderisce alla raccolta di firme per l’abrogazione del canone Rai intrapresa da Utelit perché ha da sempre raccolto la contestazione delle mamme contro la Rai». Federica Rossi Gasparrini, presidente della Federcasalinghe, ha le idee chiare sui torti del servizio pubblico e le ragioni dei teleutenti. «Come servizio pubblico, la Rai ha il compito di crescere una coscienza collettiva del Paese. Da ciò riceve la legittimità del canone. In questi anni è stato fatto l’opposto, con programmi spesso indecorosi dei quali la Federcasalinghe ha un elenco scritto. Noi accusiamo la Rai di fare programmi poco intelligenti, quindi di non aver assolto al suo compito. Non avendolo assolto da anni, non esiste più la legittimità del canone che, quindi, va abolito». Ma qual è lo scopo dell’alleanza con Utelit? «D’iniziare una battaglia. Tutte le strutture della Rai sono in mano a dirigenti che sono persone. Gli utenti non hanno mai avuto la possibilità concreta di fare arrivare la loro voce rispetto alle scelte dei palinsesti televisivi. Le scelte dei dirigenti sono state a volte buone, a volte molto discutibili. Oggi la Rai è in mano a interessi politici e personali. Deve invece imparare a stare sul mercato, senza un diritto pregiudiziale ai soldi dei cittadini attraverso il canone. Il problema è il gioco sporco della politica contro i cittadini. Basti pensare all’aumento del canone, situazione della quale si dovrebbe parlare in Parlamento mentre invece viene decisa dalla politica».
   
 
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