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  RAI: DA ASSOCIAZIONE UTENTI 'LIBRO BIANCO' CONTRO IL CANONE = CAMPAGNA NAZIONALE DI UTELIT CON FEDERCASALINGHE E CONFLAVORATORI Roma, 25 set. - (Adnkronos) - «La televisione, bene di pubblica ed essenziale utilità, non puè essere soggetta ad una tassazione che risulta, di fatto, iniqua e antistorica». È questo il monito di Utelit, associazione utenti televisivi e consumatori italiani, che da oltre un anno ha lanciato la campagna nazionale per l'abolizione del canone Rai. Testimone di questo periodo di attività è un libro bianco che, come spiegato da Rocco Monaco, presidente nazionale Utelit, «raccoglie oltre 8mila commenti che gli utenti Rai hanno lasciato sul sito web dell'associazione». Oltre alle opinioni, Utelit ha raccolto anche firme: «Per ora sono 25mila - dice Monaco - ma la cifra è destinata a moltiplicarsi grazie all'impegno profuso da FederCasalinghe e ConfLavoratori che si sono uniti alla nostra battaglia». Chiari gli obiettivi di questa sinergia: «Lo scopo - spiega Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale di Donneuropee FederCasalinghe - è di raccogliere un milione di firme, affinchè si giunga ad una reale e definitiva abolizione del canone Rai». Parlando del perchè il canone Rai debba essere abolito, la presidente di FederCasalinghe non risparmia critiche: «Del servizio offerto dalla Rai non contestiamo soltanto i programmi televisivi, ma anche il modo in cui vengono investite le risorse economiche a disposizione, buttate al vento con scelte non trasparenti». Per Rossi Gasparrini «il canone Rai viene fatto pagare a tutti i cittadini senza tenere conto dei redditi dei singoli utenti. Chi guadagna di meno deve pagare di meno, chi guadagna di piu' e' giusto che paghi di più. È una tassa iniqua». (segue) RAI: DA ASSOCIAZIONE UTENTI 'LIBRO BIANCO' CONTRO IL CANONE (2) = CIECHI E SORDI BEFFATI DUE VOLTE DAL SERVIZIO PUBBLICO (Adnkronos) - «Inoltre - continua la presidente FerderCasalinghe - i cittadini devono poter scegliere e in questo caso non hanno scelto di pagare il canone e non hanno scelto nemmeno la programmazione che gli viene offerta». Un'eco alle dichiarazione di Rossi Gasparrini arriva da Movimento Libertà: «Abbiamo la Rai per forza. Non possiamo scegliere di non volerla. L'Italia - incalza l'associazione - se fosse veramente libera, avrebbe scelto di non averla». I problemi non sono circoscritti semplicemente alla questione dell'abolizione del canone Rai: «Tra gli utenti ci sono quelli beffati due volte - dice Monaco - Parlo degli amici di 'Sordionline' che, non solo devono pagare il canone, ma non possono che usufruire di due o tre programmi sottotitolati». C'è di più: «I ciechi - prosegue il presidente nazionale Utelit - non possono più ascoltare programmi trasmessi in Fm». All'azione di Utelit e Federcasalinghe si aggiunge quella della ConfLavoratori, sindacato che ha unito l'idea di confederalità al concetto di autonomia. ConfLavoratori è presente nel Comitato economico e sociale europeo a Bruxelles (Cese) con il suo segretario generale Giuseppe Carbone. «La nostra partecipazione all'iniziativa di Utelit per l'abrogazione del canone Rai - dice Carbone - è in linea con la nostra battaglia contro il depauperamento continuo di intelligenze, capacità, curiosità, voglia di fare per riprendere la strada dello sviluppo, del riscatto, della fiducia nel nostro avvenire». (segue) RAI: DA ASSOCIAZIONE UTENTI 'LIBRO BIANCO' CONTRO IL CANONE (3) = UTELIT, LA NOSTRA BATTAGLIA È COMINCIATA PRIMA DI QUELLA DI GRILLO (Adnkronos) - L'obiettivo di Utelit è dunque quello di ottenere una televisione di qualità: «La questione cruciale sulla quale la classe dirigente del Paese deve riflettere - sottolineano Utelit e Federcasalinghe - è infatti proprio il sentire degli italiani rispetto alla televisione e alle questioni a essa collegate, perchè si tratta di argomenti che contribuiscono in maniera determinante a modellare la vita quotidiana rispetto al benessere o al malessere della societa' nella quale viviamo». Utelit non è l'unica ad aver proposto l'abolizione del canone Rai. Fra i tanti anche Beppe Grillo ha parlato di una proposta analoga, ma Monaco specifica: «La nostra battaglia è cominciata prima di quella di Grillo. Utilizzando il nostro sito lo abbiamo invitato a unirsi a noi già da diverso tempo, ma non è arrivata nessuna risposta». «Saremmo ben lieti - ha aggiunto Rossi Gasparrini - di accoglierlo tra noi». La questione si spinge oltre, fino al nodo della governance in Rai: per Monaco un rappresentante dei cittadini dovrebbe sedere nel Cda Rai. A costo zero - sottolinea il presidente Utelit - non per aggiungere persone che abbiano diritto a gettoni di presenza, ma per garantire una partecipazione attiva del cittadino che deve poter dire la sua». RAI: UTENTI TV, RACCOLTE 20 MILA FIRME PER ABOLIZIONE CANONE - PRESENTATA INIZIATIVA CON FEDERCASALINGHE E CONF LAVORATORI (ANSA) - ROMA, 25 SET - Oltre 20.000 firme raccolte per l'abolizione del canone Rai: è il risultato della campagna nazionale lanciata oltre un anno fa dall'Utelit, l'associazione degli utenti televisivi, condivisa da Federcasalinghe e Conf Lavoratori, presentata stamani a Roma con l'iniziativa «La tua televisione». Le firme saranno consegnate al premier Silvio Berlusconi in questi giorni. «Il canone Rai va abolito, è una tassa del 1938 - ha detto Rocco Monaco, presidente Utelit -, in un'epoca di indispensabile comunicazione tecnologica l'apparecchio televisivo deve essere considerato un bene di pubblica ed essenziale utilità. Oramai, poi, il servizio pubblico lo svolge l'emittenza locale. Chiediamo una tv di qualità e - aggiunge Monaco - anche maggiore attenzione alle categorie, come i ciechi e i sordi, che la Rai trascura». L'Utelit, oltre alle firme, ha raccolto in un libro bianco anche gli 8000 commenti, considerazioni e sfoghi arrivati sul sito dell'associazione. «Il canone è una tassa iniqua che viene fatta pagare a tutti i cittadini indipendentemente dal reddito - ha sottolineato l'on Federica Rossi Gasparrini, presidente di Federcasalinghe. «La Rai, come servizio pubblico ha il compito di accrescere una coscienza collettiva del paese, di qui la sua legittimità. Ma lo ha fatto?» si chiede l'on. Gasparrini che rilancia: «Saremmo anche disposti a pagare il canone ma nel suo vero valore che è di 0,22 euro, la parte restante è solo un sovrapprezzo. Questo è un arbitrio ed è un grave attacco all'intelligenza dei cittadini». «La nostra partecipazione all'iniziativa - ha detto Giuseppe Carbone di Conf Lavoratori - è in linea con la nostra battaglia contro il depauperamento continuo di intelligenze, capacità e curiosità». Il presidente dell'Utelit, Monaco ha poi lanciato un appello ai politici impegnati da mesi nell'elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai: «Sarebbe importante che un rappresentante degli utenti televisivi sedesse nel consiglio di amministrazione della Rai, e lo farebbe a costo zero» (Ansa). RAI: UTENTI E FEDERCASALINGHE, ABOLIRE CANONE (AGI) - Roma, 25 set - Abolire il canone Rai, puntare ad una televisione di qualità: l'Associazione utenti televisivi e consumatori italiani guidata da Rocco Monaco, insieme a Federcasalinghe con Federica Rossi Gasparini e Conflavoratori con Giuseppe Carbone, ha presentato stamattina la sua campagna nazionale. L'obiettivo è quello di garantire il cittadino «rispetto ad un'offerta apparentemente diversificata, ma nella realtà condizionata dai grandi flussi di comunicazione e di informazione che determinano assuefazione e condizionamento». Sono 25 mila le firme raccolte a favore dell'abolizione del canone Rai e 8 mila i commenti sulla tv registrati sul sito di Utelit, il cui presidente lancia una proposta: «Nel prossimo Cda Rai sia chiamato, a costo zero, anche un rappresentante degli utenti tv». Sull'abolizione del canone Rai, la presidente di Federcasilinghe ha sottolineato: «È una tassa iniqua perché non fa una selezione corretta», perchè viene chiesto in modo indiscriminato a tutti, a prescindere dal reddito. E ancora: «La Federcasalinghe - ha detto Rossi Gasparini - ha da sempre raccolto la contestazione delle mamme contro la Rai. Come servizio pubblico essa ha il compito di crescere una coscienza collettiva del Paese. Da ciò riceve la legittimità del canone. In questi anni è stato fatto l'opposto», dunque il canone va abolito. Si tratta di una tassa che per legge – ha proseguito - vale solo ventiquattro centesimi di euro ma che, con decreto ministeriale, è stata portata ad un euro e venticinque con un sovrapprezzo di 94 centesimi. Ma se quando si fa campagna pubblicitaria per pagare il canone questo non viene detto «e la Rai che deve far crescere la coscienza collettiva, ti tradisce nella comunicazione, allora che chiuda o che si trasformi», ha detto ancora Rossi Gasparini, mentre Monaco ha osservato che ormai il servizio pubblico è svolto soprattutto dalle tv locali che mantengono il contatto con il territorio (Agi).
   
 
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