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Ragionando sulla televisione che vogliamo
  La e-mail del teleutente Giorgio Ottaviani di Verona
   
 
 
  Utelit propone all’attenzione dei teleutenti la e-mail in risposta alla nostra newsletter settimanale del signor Giorgio Ottaviani di Verona, con la quale si può aprire aprire un dibattito sulla televisione che vogliamo e sulla proposta dello sciopero del canone Rai: «Caro Monaco, con un po’ di ritardo rispondo all’ultimo tuo messaggio.Bellissima l’idea di Berlusconi per quanto riguarda la privatizzazione della Rai ma da troppo tempo se ne parla e poi tutto il “caravanserraglio” passerà a una società che farà comunque pagare l’ affitto ai soliti noti! Meglio invece la proposta di Gasparri per un immediato sciopero del canone. Rai. Questa è una vera e immediata risposta a una casta che fa entrare con prepotenza nelle nostre case il peggio da ogni punto di vista; della morale alla politica, dalla banalità alla frivolezza, dell’illusione alle facili fortune, alla tristezza di una povertà diffusa e da ogni altra contraddizione incassando comunque il corrispettivo senza tema di alcuna concorrenza! Loro sono la verità e tu devi accettarla ad ogni costo! Non se ne può più di queste trasmissioni, così politicizzate che da mattina a sera, pur consumando dieci telecomandi, non riesci a sintonizzarti su un programma decente: Da Floris con “Ballarò” a Fazio e la Litizzetto con “Sereno Variabile”. Dalla Berlinguer a Lucia Annunziata e non parliamo di Santoro con Travaglio e il sorriso malefico di Vauro che i fanno venire il cardiopalma ai non ipertesi. Ma come può un servizio pubblico avere recuperato un Santoro che ogni cittadino veronese, non dimenticherà mai come ha offeso la città scaligera montando, con tutta la sua falsità, il caso Marsiglia, nota bufala di quel professore che aveva tentato di far passare un banale proprio infortunio per un’aggressione di nazifascista, così da portare in piazza, dopo la calunniosa inchiesta di Sciuscià, la sinistra antagonista con i soliti “no global” che misero a ferro e fuoco la tranquilla città veronese. Ma perché il cittadino in un paese libero, retto da un’economia di mercato, viene obbligato a pagare un corrispettivo per trasmissioni che sono avverse alle sue idee e al suo modo di pensare? Perché deve corrispondere un canone per spettacoli e conduttori ancestrali, noiosi e antipatici che dimostrano solo come un ente pubblico sappia sperperare il denaro dei suoi ascoltatori? La Carrà già soprannominata da un noto comico “sei miliardi” dalla cifra che presubilmente percepiva in una trasmissione di trent’anni, Pippo Baudo che non va mai in pensione, la Parietti che la ficcano, come il prezzemolo, in ogni trasmissione. L’isola dei famosi che, più che famosi sono penosi come la sua conduttrice. Gli infiniti quiz per analfabeti che fanno del nostro stato il paese del bengodi sempre a spese dei pochi fessi abbonati. Si proprio pochi fessi poiché a fonte di una apparecchio TV in ogni casa la percentuale dei paganti in certe regioni d’Ita lia non raggiunge il 6%. Si caro Monaco. I fessi, anche se pochi, oggi non sono più disposti a pagare il canone e attendono che Utelit raccolga l’invito di Gasparri. Potrebbe essere anche il partito di questo parlamentare a diffondere l’idea dello sciopero come in passato lo ha fatto la Lega con Radio Padania o i radicali con raccolta di firme. Uniamo l’azione con partiti e altri movimenti e diamo subito i modi e le forme perché l’iniziativa sia unitaria e sicura a non incomba in sanzioni o maggiorazioni morose. Anche la disdetta massiccia dei contratti con la RAI potrebbe essere una buona risposta purché se ne sia data giusta e regolare istruzione a tutti gli abbonati. Con i più cordiali saluti».
   
 
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