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Una grande anomalia del sistema televisivo italiano
  Per il Cnt è il possesso delle reti: all'estero non succede
   
 
 
  Il Coordinamento Nazionale Televisioni riceve conferma dall’ultimo numero di Repubblica Affari e Finanza al suo convincimento che il problema del possesso delle reti è una delle anomalie più grandi del sistema televisivo italiano. Ciò perché il supplemento del noto quotidiano cvonferma, rileva il Cnt, che «in Italia parliamo di network ed emittenti come se fossero la stessa cosa. Ma all’estero non è così. Il network è la rete di trasmissione, l’emittente è il produttore di contenuti. Mediaset e Rai in origine, Telecom e tutte le altre tv di conseguenza, sono proprietarie delle loro reti di trasmissioni: torri, ponti radio, strutture di controllo, direttamente o indirettamente (come Mediaset tramite Dmt). All’estero no. Sono tutte società che hanno fatturati per centinaia di milioni, pagati dalle tv per la distribuzione del segnale, e che a loro volta pagano allo Stato la concessione per la gestione di un bene pubblico. Sono queste società che si occupano di allocare al meglio le frequenze: le tv clienti non hanno voce in capitolo, nessun controllo diretto se non sulla qualità del prodotto, ossia del segnale ricevuto a casa degli utenti. Tutto il contrario di quanto accade da noi. Qui le concessionarie delle frequenze fanno ciò che vogliono del bene pubblico. Lo possono anche rivendere, affittare a terzi, cambiarne la destinazione d’uso. Come ha fatto per esempio Mediaset con il Dvbh, la tv sui telefonini».
   
 
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