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Riduzione del canone Rai? Per Paolo Romani è possibile
  Occorre recuperare l'evasione
   
 
 
  Il sottosegretario alle Comunicazioni paolo Romani, intervistato dal quotidiano on line “Affari Italiani”, ribadisce l’impossibilità di abolire la pubblicità dalla Rai seguendo l’esperienza della televisione di stato francese da quest’anno perché «i due terzi del canone, che rappresentano oggi all'incirca il reddito della Rai, non coprono le spese complessive del sistema misto che c'è in Italia. Quindi abolire quel terzo che viene dalla parte pubblicitaria obbligherebbe i cittadini italiani a subentrare nel pagamento di questa quota». Romani prosegue: «La Rai ha sicuramente delle sacche di sprechi notevoli. Ha anche però un vantaggio: non ha alcun indebitamento. Non è un'Alitalia insomma. Prima di definire la Rai un carrozzone bisognerebbe guardare bene i bilanci. Quando sarà risolto il problema del cda e anche della nuova governance, spero tra poco, quest'ultima assicurerà al servizio pubblico un sistema che consentirà di eliminare molti sprechi. Ma non penso che gli sprechi che saranno eliminati saranno pari ai soldi che oggi la Rai raccoglie sul mercato pubblicitario». Possibile, per Romani, la riduzione del canone Rai: «Sto studiando una riduzione del canone per cui potrebbe esserci un bel risparmio pari al 30-35%, solo nel caso in cui si recuperi quel 27% di evasione che oggi c'è. E per recuperarlo bisogna studiare una riscossione del canone diversa da quella attuale e su questo punto stiamo lavorando. Pagare meno per pagare tutti».
   
 
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