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CNT-TPD IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUL DDT.
  FREQUENZE SI SOSPETTA CAOS NELLA REGIONE LAZIO
   
 
 
  Sono ancora forti i dubbi da parte del CNT-TPD relativi all’assegnazione delle frequenze in DTT. Dopo il caos rilevato in Sardegna dove è stata assegnata una frequenza (pari a una rete-multiplex digitale) a ciascuna emittente locale, si prospetta altrettanto caotica l’assegnazione nelle altre regioni, in particolare nel Lazio. In questa regione le emittenti locali sono almeno 26 ma, secondo altre stime, una quarantina. Partendo dalle 55 frequenze utilizzate dalla tv analogica, la Francia chiede che una parte delle frequenze del Lazio non sia utilizzata dall’Italia, per non interferire con le trasmissioni regionali della Corsica (in Campania no, quindi si potranno utilizzare tutte le 55 frequenze). Secondo il nostro Ministero la Francia dovrà accontentarsi di otto frequenze. Se dovesse andare così, resterebbero da utilizzare 47 frequenze. 5, però, vanno messe a gara per i nuovi entranti, come imposto dalla commissione Ue al Governo, che vuole ammettere alla gara anche Rai e Mediaset, contro ogni principio di pluralismo – dice il CNT-TPD. Saremmo, quindi, a quota 42. Il Vaticano ha tre frequenze in uso, a bassa potenza. Facciamole pure restare utilizzabili per le tv del Lazio, con qualche problema in alcune zone di Roma. Nè sottraiamo dal totale alcune frequenze - come pure accade in tutta Europa - da destinare a dividendo digitale per i nuovi servizi di Tlc e non per le tv. Per le tv nazionali servono almeno 20 frequenze: cinque per Rai, cinque per Mediaset, tre per Telecom Italia Media, due per Retecapri (che l’ha ottenuta in Sardegna) Rete A-L’Espresso, una a testa per D-free, H3G ed Europa 7. Sempre che Rai, Mediaset e TI Media non chiedano una frequenza in più, com’è accaduto in Sardegna (6-6-4). Nella migliore delle ipotesi, insomma, resterebbero 23 frequenze per al minimo 26 emittenti. Chi, tra le locali, si dovrà consorziare per usare la stessa frequenza?
   
 
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