associazione nazionale utenti televisivi e consumatori italiani  

Chi siamo
Dove siamo
Home

Contatti
Aboliamo il canone
Links
NOICONSUT
Archivio
Iniziative
Incontro tra Paolo Romani e Corrado Calabrò sul digitale: le reazioni
  Critico il Cnt-Tpd
   
 
 
  Il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, e il presidente dell’Agcom, Paolo Calabrò, hanno discusso del passaggio al digitale terrestre. Entrambi hanno convenuto sulla necessità di sensibilizzare tutte le emittenti, in particolare la Rai, a intensificare la campagna d’informazione ai cittadini. Un altro argomento di discussione è stato lo sviluppo della banda larga. L’Italia risulta in ritardo rispetto alla media europea. Romano e Calabrò sono d’accordo nel definire un piano d’interventi che preveda la collaborazione di tutti gli attori istituzionali. Sul passaggio al digitale resta critica la posizione del Coordinamento nazionale televisioni – Terzo polo digitale. Nel bollettino settimanale del Cnt-Tpd si legge: «Qualche giorno fa abbiamo preso atto di un incontro cordiale e dai toni ottimistici, tra il viceministro delle Comunicazioni Paolo Romani e il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò. Sostanzialmente l’incontro si è basato sui temi del digitale terrestre e sulla banda larga. Risultato? Tutto va bene, tutto e sotto controllo, collaborazione e piena fiducia tra ministero e autorità; si punta, inoltre, a intensificare l’informazione ai cittadini sul passaggio al digitale. Chissà se dietro le quinte non ci sia stato, invece, consapevole presa d’atto che la realtà, almeno nel Lazio, sia differente. In pratica, a Roma regna la confusione più completa. A pochi giorni dallo switch-over, non sono stati ancora convocati i tavoli tecnici regionali (nel momento in cui scriviamo); i trasmettitori del DAB-T devono andar via per consentire la ricanalizzazione della banda III VHF, che ha il doppio fine di adeguarla al Piano di Ripartizione delle Frequenze europeo e di far posto a Europa 7, cui è stato destinato il nuovo canale VHF 8. Se ciò non avverrà, l'emittente di Di Stefano non potrà iniziare le trasmissioni nel preventivato mese di luglio e avrà un motivo in più per chiedere l'ennesimo risarcimento allo Stato, nuovamente inadempiente (“e io pago” direbbe Totò! Cioè noi italiani!). Da evidenziare che gli operatori di rete del digitale radiofonico sono titubanti nel lasciare andar via frequenze (e come dargli torto?), minacciando guerra nei tribunali. Ciò in virtù dei tempi che corrono e che, comunque, si tratta dell’Italia, paese dell’incertezza certa! Anche la Rai, ovviamente, dovrebbe risintonizzare i canali VHF, ma per tutta una serie di motivi c'è il rischio che l'attività non venga conclusa entro il termine dello switch-over, creando un intoppo non indifferente per l'utenza ». Critiche all’operato del Governo anche da diverse associazioni di consumatori.
   
 
Vai all'Archivio News | Torna alla Prima Pagina
Leggi i commenti!
B levitra online changes, electrocoagulation, architecture purchase levitra [...] Altri commenti
Sondaggi
I partiti e il palinsesto Rai
E' giusto che i partiti politici influenzino il palinsesto Rai?
Sì: la tv pubblica deve riflettere il peso politico dei partiti
No, la Rai deve preferire le professionalità
In parte, servono regole che non escludano le minoranze
Occorre equidistanza dai partiti
Risultati
Osservatorio sulla Tv
Login