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"PRESENTATA A ROMA LA RELAZIONE ANNUALE DELL'AGCOM".
  Dtt: "Il passaggio Funziona"Pluralismo fuori da infrazione UE:
   
 
 
  E’ stata presentata martedì mattina dal presidente dell’Agcom Corrado Calabrò la relazione annuale dell’Autorità. Sul tema del Dtt, Calabrò ha spiegato che “il passaggio al digitale e’ in corso e sostanzialmente funziona” e che “il processo potrebbe essere accelerato, anticipando la data finale del novembre 2012: si abbrevierebbe cosi’ il divide fra il resto d’Italia e la Sicilia e la Calabria (destinate a passare al digitale per ultime); si ridurrebbero inoltre i costi della transizione”. Calabro’ invita poi a proseguire con agevolazioni all’acquisto dei decoder per le fasce piu’ deboli e alla massima informazione ai cittadini, perche’ “il passaggio al digitale deve essere accettato dalla popolazione, non subito”. Riguardo le frequenze, un terzo delle risorse andrà alle tv locali. In base alla decisione dell’Agcom, le commissarie Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, e alla Società dell’informazione e dei media, Viviane Reding, “hanno interrotto la procedura di infrazione aperta contro l’Italia” per alcune norme della legge Gasparri, che a giudizio di Bruxelles rischiavano di ingessare anche il nuovo mercato della tv digitale, “riservandosi di rinunciarvi formalmente quando la nostra delibera - sottolinea Calabrò - avrà trovato piena attuazione”. Delibera nel frattempo recepita in una norma di legge, come aveva chiesto l’Europa, con la comunitaria 2008. Questi in sintesi i punti che riguardano il mercato televisivo (nell’articolo che segue ci soffermiamo, poi, sulla questione del triopolio). E su questi punti il CNT-TPD non può che esprimere preoccupate e forti perplessità. Prima di analizzarli nel merito, una premessa va fatta sul fatto che l’Autorità si è espressa più come organo di “osservazione” che di “soluzione” ai problemi, come notato anche da altre associazioni. Quanto ai nodi in questione, sul primo punto, (che lo switch off procede bene), Calabrò dimentica i numerosi disagi segnalati dagli utenti e le molte zone rimaste scoperte dal segnale (non a caso Rai, Mediaset e Timb si sono messe ai ripari con la nascita della nuova piattaforma satellitare Tivù) e che i problemi tecnici più grandi si avranno quando lo spegnimento avverrà nelle grandi aree dove il caos frequenziale è maggiore. Quanto al sostenere una maggiore velocizzazione dello switch off, siamo alle solite. Sarebbe opportuno avere una più efficiente pianificazione, un approfondito studio di natura tecnica su potenziali problemi che possono sorgere nelle varie zone, e una maggiore sensibilizzazione agli utenti. Invece si spinge alla corsa per il solito motivo: sfuggire alla gogna dell’UE che aveva dichiarato la normativa italiana “non garante del pluralismo radiotelevisivo”. Sulla questione delle risorse alle tv locali, il CNT-TPD sottolinea che si è parlato di sole risorse di frequenze, mentre sarebbe opportuno citare anche quelle finanziarie (da aumentare per affrontare i pesanti costi dovuti proprio al passaggio al digitale). Comunque, riguardo le risorse frequenziali, c’è da dire che nonostante le riserve e il maggiore numero di canali, il mercato digitale ripropone in proporzione il duopolio (4 mux + 1 quasi certo da acquisire all’asta per Rai e Mediaset rappresentano un enorme vantaggio per gli incumbents) “legalizzato” prima dalla delibera Agcom 181 recepita poi dalla legge Comunitaria 2008 recentemente approvata. La prova tanto decantata dell’interruzione della procedura di infrazione UE deve – come più volte sostenuto dal CNT-TPD – essere considerata come una “sospensione”. Lo stesso Calabrò ha detto che c’è una riserva, fino a che non ci sia piena attuazione della delibera 181. Tale attuazione, ritiene Calabrò, sarebbe avvenuta con la legge comunitaria 2008, quindi fine della procedura di infrazione? Assolutamente no, l’UE vuole valutare gli effetti della normativa, quindi la procedura resta sospesa nonostante l’approvazione della legge comunitaria 2008. Infine, il CNT-TPD torna a sottolineare il problema della LCN, la numerazione automatica dei canali, che danneggia le tv nazionali indipendenti e quelle locali.
   
 
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