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Decoder differenti: l'Agcom impone di superare l'anomalia
  Lo dice una delibera di nove anni fa
   
 
 
  La delibera n. 216 dell’Agcom in applicazione dell'art. 2 c. 2 L. 78/1999, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 il 21 aprile 2000, può far risparmiare soldi ai teleutenti disorientati dai diversi telecomandi per la ricezione delle diverse emittenti. L’articolo 3, comma 1, dice: «Gli operatori di accesso condizionato anche in possesso di un titolo abilitativo alla trasmissione televisiva digitale a pagamento, indipendentemente dai mezzi di trasmissione, sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilità, con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi in chiaro». Significa che i gestori devono superare l’impedimento causato dal fatto che Sky e Tivù non dialogano, costringendo i teleutenti a dotarsi d’un secondo decoder se vogliono continuare a vedere alcuni programmi Mediaset e Rai, oppure se si trovano in una zona non coperta dal segnale digitale.
   
 
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