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Intervento del nostro responsabile della Comunicazione Dott. Daniele Damele sulla giornata dell'infanzia.
  20.11: Giornata nazionale dell'infanzia
   
 
 
  Venerdì 20 novembre si celebrerà la Giornata nazionale dell’infanzia. Da tempo vado ripetendo che i nostri bambini vanno tutelati anche e soprattutto da tv e nuovi mezzi di comunicazione: internet, videogiochi, telefonia cellulare. Qualcuno mi accusa di propugnare la censura, di essere eccessivo se non addirittura bigotto. Non lo credo affatto. Vorrei spiegare perché oggi il “male” viene proprio da tv, rete e new media. Basterebbe ricordare i pessimi modelli comportamentali propugnati costantemente ai nostri figli da tv e internet collegando queste proposte con il cosiddetto controllo del sapere sociale. Non occorrerebbe aggiungere altro. La tv ha svolto in passato un’importante funzione formativa ed anche etica, ma oggi è uno strumento che non possiamo non considerare di corruzione culturale mentre la verità, in rete, la si trova solo col lanternino e, intanto, le amine e le menti migliori del Paese si perdono, o meglio non hanno spazio. I mezzi di comunicazione sono un arma determinante per il controllo e la perpetuazione del potere. Ma questo non viene insegnato a scuola nè tantomeno viene spiegato alle nuove generazioni, vittime delle imposizioni di mode, costumi, comportamenti proposti dai media. Ci si lamenta che il bullismo è aumentato con l’avvento della rete e la messa in commercio di nuovi strumenti come il videofonino, ma di pari passo non si fa altro che alimentare il binomio: appari dunque esisti. Così giovani che attraversano crisi di crescita o altro pensano che se non appaiono non sono nulla, e da qui il passo successivo è “se non vinci non vali nulla”, ma nessuno spiega che a vincere è solo uno e che esistono tanti altri valori da considerare favorevolmente. Quante notizie positive, prese di posizione a favore degli ultimi, richieste di dare voce ai più deboli, proposte di provvedimenti pubblici tendenti a far crescere cultura, solidarietà, rispetto dei bambini e dei ragazzi non trovano spazio nei media che ci raccontano un Paese diverso? Quanti chiedono di mantenere in vita la Costituzione, insostenibile bussola etica, magari adeguandola a un federalismo vero in grado di riavvicinare realmente la gente al sistema pubblico? Accanto a ciò serve urgentemente recuperare la tv pubblica. E’ quello il luogo dove gli italiani costruiscono l’identità sociale e la visione del mondo. Riappropriarsi della tv pubblica significa restituire il Paese alla propria dignità. L’errore fu commesso dalla cosiddetta Rai dell’Ulivo di Zaccaria quando scelse di rincorrere la tv commerciale (Mediaset) anziché proporre un alternativa di qualità che possa coniugare informazione con formazione ed educazione. Lo dobbiamo ai nostri figli, promettiamoglielo il 20 novembre, giornata nazionale dell’infanzia. Daniele Damele www.danieledamele.it
   
 
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