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Banche e test per l'influenza: sono le prime class action in Italia
  Le ha promosse il Codacons. Legge in vigore dal 1 gennaio
   
 
 
  La prima class action in Italia è nei confronti del settore bancario. Il Codacons ha notificato due citazioni in Tribunale contro Unicredit e Intesa Sanpaolo. La ragione della class action, la cui nuova normativa è entrata in vigore dal 1 gennaio, scaturisce dalle rilevazioni dell'Antitrust, secondo le quali le banche avrebbero compensato l'eliminazione della commissione di massimo scoperto introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti: anche quindici volte più care rispetto al massimo scoperto. Se i tribunali di Torino e di Roma dovessero accogliere le istanze dell'associazione, migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class action chiedendo di essere risarciti per le maggiori spese sostenute e senza necessità di rivolgersi al giudice. «Da ora è più semplice, concreto ed effettivo l'esercizio dell'azione collettiva, poiché questa può essere avviata anche da singoli consumatori o utenti, anziché solo dalle loro associazioni, e viene semplificato il meccanismo di liquidazione del danno», ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Nel concreto, i consumatori o utenti che abbiano subito danni a causa di prodotti difettosi o pericolosi, oppure per comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, potranno unire le loro forze per ottenere il risarcimento nel caso in cui il ricorso al giudice fosse troppo oneroso per un singolo. Con le nuove norme in vigore dal primo gennaio 2010, informa il Ministero, tutti coloro che si trovino nella stessa situazione di chi ha promosso la causa potranno aderire all'azione, facendo valere i propri diritti, anche attraverso il promotore e senza bisogno di ricorrere autonomamente ad un avvocato. Il procedimento consentirà di avere una sentenza immediatamente esecutiva e non una sentenza di principio che costringe poi a instaurare un successivo giudizio. Per assicurare una piena tutela dei consumatori che aderiscono, è previsto il preventivo esame da parte del giudice per verificare l'adeguatezza di chi ha instaurato il giudizio a curare l'interesse della classe, cioè del gruppo di consumatori o utenti che versino nella medesima situazione, e per accertare l'assenza di conflitti d’interesse. Inoltre, è assicurata la piena trasparenza e pubblicità di tutte le fasi del procedimento, compresa la pubblicità sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Sono interessati dal provvedimento gli illeciti commessi successivamente alla entrata in vigore della Legge Sviluppo, cioè successivamente al 15 agosto 2009. La seconda class action presentata dal Codacons riguarda la Voden Medical Instruments, ideatrice e distributrice del test che permetterebbe la rilevazione fai-da-te dell'influenza A e B, compresa quella suina e aviaria. Il Codacons fonda la sua azione sul fatto che il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha dichiarato che i test a casa non servono a niente perché l'unica diagnosi affidabile è quella del medico.
   
 
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