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Inquinamento: Legambiente fornisce i dati delle grandi città
  Si potrebbero evitare circa duemila decessi l'anno
   
 
 
  Napoli, Torino e Ancona guidano la classifica dei superamenti dei limiti di legge per quanto riguarda l’inquinamento causato dalla concentrazione di polveri sottili (Pm10): rispettivamente con 156, 151 e 129 giorni. Lo ha rilevato Legambiente in un dossier specifico, «Mal'Aria di città», realizzato in collaborazione con il sito lamiaaria.it. Secondo Legambiente, la situazione è grave anche a Milano con 108 giorni di superamento, a Roma con 67 e a Venezia con 60. Mentre, rileva l'associazione, Lombardia ed Emilia-Romagna sono le regioni nelle quali si registrano valori critici per tutte le città monitorate, seguite da Piemonte (7 su 8) e Veneto (6 su 7). La Pianura Padana si conferma come «area critica» con otto città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Al primo posto c’è Novara con 83 superamenti, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68). Anche le grandi città sono fuori dai limiti: Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (34). A livello regionale la maglia nera va alla Lombardia, dove nove città su dieci hanno superato il limite di legge sull'ozono. La principale fonte d’inquinamento atmosferico in Italia è il settore industriale, responsabile del 26% delle emissioni di Pm10 e del 23% di biossido di azoto (NO2), del 79% di ossidi di zolfo (SOx) e del 34% di idrocarburi policiclici aromatici. A seguire, i trasporti, in particolare quelli su strada con il 22% delle emissioni totali di Pm10, il 50% di NO2, il 45% di CO e il 55% di benzene. A Roma e Milano il traffico di veicoli emette circa il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto. A Napoli contribuisce per il 50% del Pm10 e a Torino per oltre il 50% circa di NOx. Legambiente considera questi dati un’emergenza sanitaria prima che ambientale: nel 2006 l'Organizzazione mondiale della sanità ha dimostrato, con uno studio sulle principali città italiane, che riportando i valori medi annuali di polveri sottili al di sotto della soglia stabilita dalla legge (40 microgrammi/metro cubo) si potrebbero evitare oltre duemila decessi ogni anno.
   
 
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