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DIGITALE TERRESTRE:LE RESPONSABILITA' DELL'AGCOM E DEL MSE
  Fate in fretta la regolamentazione dell' LCN
   
 
 
  Nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 29 marzo 2010 è stato pubblicato il Decreto legislativo del 15 marzo 2010 relativo all’attuazione della direttiva 2007/65/CE, meglio conosciuto come ‘Decreto Romani’. In esso sono state definitivamente stabilite competenze e indicazioni precise riguardo la regolamentazione del Logical Channel Numbering (LCN). Dopo il ping pong tra Agcom e MSE-Com, infatti, è stato definitivamente stabilito che spetta all’Autorità redigere una pianificazione dei canali mentre al MSE-Com l’attribuzione specifica di ognuno. Con ciò doveva concludersi il lungo calvario caratterizzato dal vuoto normativo più volte denunciato da ReteCapri, emittente nazionale indipendente che trasmette dal Mezzogiorno d’Italia. Ad oggi, invece, l’emittente caprese prende atto che ancora nessun provvedimento arriva ne’ da Agcom ne’ dal MSE-Com inasprendo la gravità di una situazione di mercato già ampiamente compromessa. L’assenza di norme ha seriamente danneggiato il libero gioco della concorrenza favorendo nella tv digitale terrestre la nascita del duopolio Rai-Mediaset già storicamente preesistente nella televisione analogica. Sono infatti gli incumbents a giovare di tale inerzia istituzionale avvantaggiandosi delle prime posizioni sul telecomando e lasciando nel pieno Far West le altre emittenti minori, sia nazionali indipendenti che locali, costrette a lottare per garantirsi una migliore posizione, mai stabile e sempre terra di nessuno. Giova ricordare che già il 21 gennaio scorso, durante la riunione del CNID, Costantino Federico, editore di ReteCapri, ha duramente e pesantemente denunciato il protrarsi del ritardo sulla regolamentazione. In quella sede, poi, Federico ritenne assurdo ed inconcepibile che l’Agcom avrebbe preso come base di valutazione la proposta regolamentare di DGTVi, l’associazione creata da Rai e Mediaset con la presenza assolutamente marginale di solo alcune associazioni di emittenti locali. E’ assurdo, infatti, che un’associazione privata e non rappresentativa di tutti gli operatori sia stata privilegiata a tal punto da fornire all’Agcom le indicazioni per regolare l’LCN. Nel contempo, l’associazione CNT-TPD (Coordinamento Nazionale Televisioni – Terzo Polo Digitale), di cui ReteCapri è parte, in data 1 dicembre 2009 aveva formalizzato una propria proposta all’Agcom recante ”Misure urgenti di regolamentazione della funzione di ordinamento automatico dei programmi nelle piattaforme televisive digitali terrestri” (consultabile sul sito www.coordinamentonazionaletelevisioni.it). A differenza della DGTVi, la proposta è stata elaborata accuratamente per rispettare pienamente i criteri di equità, trasparenza e non discriminazione, così come espressamente indicato in tutti gli atti dell’Agcom in accoglimento dell’indicazione e delle direttive a livello comunitario. ReteCapri ricorda, inoltre, che sulla necessità di un intervento regolamentare si è espressa anche l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato che, con propria comunicazione all’Agcom, ai sensi dell’articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, ha inteso evidenziare la particolare rilevanza sotto il profilo concorrenziale della tematica dell’ordinamento automatico dei canali televisivi, soprattutto nell’attuale fase di passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale terrestre. l’Autorità ha chiaramente evidenziato che l’ordinamento automatico, oltre a rappresentare un servizio importante per l’orientamento dell’utente tra i numerosi canali a disposizione, assume un considerevole rilievo concorrenziale, dal momento che incide sulla visibilità degli operatori esistenti e sulle opportunità di accesso al mercato da parte di nuove imprese e, anche sulla scorta delle esperienze maturate in altri Paesi, “un intervento regolatorio appare fortemente auspicabile, nell’ottica di promuovere l’affermazione di criteri organizzativi dell’ordinamento automatico idonei a favorire condizioni di piena concorrenza tra gli operatori effettivi e potenziali. Nessun accordo pattizio, infatti, può garantire condizioni di assoluta imparzialità, oggettività e non discriminazione”. Alla luce di quanto esposto, ReteCapri ha dovuto subire oltre ai danni già maturati dal duopolio storico Rai-Mediaset anche quelli derivanti dalla mancata attribuzione dell’LCN. L’emittente, quindi, riservandosi ogni azione a propria tutela, accoglierà come naturale e legittima l’attribuzione di una posizione di rilievo (almeno tra le prime 1-10) nel telecomando.
   
 
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