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  Il Rapporto Moody's rassicura l'Italia, ma non esclude ripercussioni sul suo sistema bancario
   
 
 
  Situazione turbolenta sul mercati finanziari mondiali. Al centro dell’attenzione c’è ancora la questione greca: ieri a Wall Street, le prime immagini degli incidenti fuori del Parlamento, dove in discussione vi era il piano di austerità del Governo, hanno provocato un crollo di ben 9 punti percentuali. L’indice Down Jones ha perso 1.000 punti, cosa che non si verificava dal 1987. La giornata si è poi conclusa con un meno 4%. Nel frattempo ad aggiungere benzina sul fuoco dei mercati ci ha pensato il rapporto dell’agenzia di rating Moody’s, che ha parlato di “rischio di un contagio della crisi greca per il sistema bancario europeo» e in particolare per «Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia e Gran Bretagna”. L’Italia non risulta in prima fila nella crisi finanziaria globale, il suo outlook è stabile e il suo rating non è sotto osservazione. Ciò conferma sostanzialmente quanto detto dall’agenzia concorrente Standard and Poor’s la settima passata; le uniche novità riguarderebbero il rischio di contagio che un’aumento dei titoli italiani avrebbero delle ripercussioni sul sistema bancario italiano. Ciò nonostante in Italia le reazioni sono state secche ed immediate. Prima Berlusconi ha criticato aspramente le agenzie di rating che avrebbero “ormai perso credibilità” e ha aggiunto che “bisogna intervenire per regolare la loro attività", poi ci hanno pensato Bankitalia e Corrado Passera (IntesaSanPaolo) a rassicurare tutti sulla solidità del sistema bancario italiano, coinvolto in Grecia solo per uno 0,2% e sulle sue capacità di ripresa. Controcorrente Tremonti: ” «Nessuno è immune dai rischi perché passeggero con biglietto di prima classe» ha voluto sottolineare il titolare dell'Economia. “L'estensione della crisi - ha aggiunto - è sistemica e la soluzione può essere solo comune e politica”. Nell'informativa urgente del governo alla Camera, Tremonti non ha fatto mistero della minaccia che la crisi greca rappresenta per “la stabilità tanto del Paese quanto dell'intera area euro”. Fra le sfide da affrontare per il paese c'è la rigidità del budget e il debito relativamente elevato, anche se sostenibile. Il nostro debito infatti è il più elevato d’Europa nel suo rapporto col Pil: il problema pertanto sono gli interessi sul debito che l’Italia deve sopportare. Se le agenzie di rating sono in grado, come qualsiasi altro organo d’informazione economica, di creare oscillazioni sui mercati, si può comprendere meglio le forti reazioni provocate in Italia. In un sistema che basa la sua stabilità sulla fiducia, ciò che si vuole evitare è proprio l’estendersi incontrollato di un forte panico generale nei confronti dei mercati generali.
   
 
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