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DANIELE DAMELE : RESPONS. COMUNICAZIONE UTELIT CONSUM
  LA CHIESA : INTERNET UTILE SERVIZIO.
   
 
 
  Sacerdoti e presbiteri devono imparare a utilizzare le nuove tecnologie come mezzo di comunicazione e dialogo. E' urgente una campagna di sensibilizzazione su questa realta' che rappresenta il presente e il futuro della nostra societa'. La Chiesa deve partecipare a questa forma di comunicazione”: questo quanto dichiarato da monsignor Gastone Simoni, vescovo di Prato, presentando il programma della Settimana della comunicazione organizzata dalla Commissione regionale CET per le comunicazioni sociali, l'ufficio comunicazioni sociali dell'Arcidiocesi di Firenze e il vicariato di Porta Romana. L’attenzione della Chiesa per il web e i new media in generale è di fondamentale rilevanza, perché questi strumenti vanno riempiti di contenuti positivi. La Diocesi di Gorizia ha recentemente allestito il nuovo portale web. Il sito internet del Duomo di Gorizia viene aggiornato ogni sabato sera. I ragazzi della pastorale giovanile curano le pagine di www.gopagio.org. Diversi parroci utilizzano i social network Facebook e inviano newsletter. La chiesa isontina è on line da tempo. Nel Goriziano la fede ha già conquistato il mondo digitale. In riva all’Isonzo, insomma, l’invito lanciato da papa Benedetto XVI a evangelizzare il web è realtà non di oggi ma di ieri. Mauro Ungaro, portavoce del vescovo Dino De Antoni e direttore del settimanale diocesano Voce Isontina, ricorda che molte parrocchie hanno un proprio sito da almeno cinque o sei anni. Alcuni sono “clickati” anche dall’estero assicura. Il problema, però, riguarda l’aggiornamento dei contenuti. In molti casi ci si affida a volontari, quasi sempre a dei giovani. Se quasi tutti i religiosi utilizzano la rete per trovare documenti utili al proprio ministero o spunti per le omelie, più contenuto è il numero dei cyber parroci quelli che per tenere i contatti con i propri fedeli sfruttano internet in modo attivo. La crisi delle vocazioni e la mancanza di seminaristi in provincia di Gorizia costringe alcuni preti a dividersi su più parrocchie e, in questo senso, i nuovi strumenti di comunicazione aiutano a ridurre le distanze sia in termini di spazio, sia in termini di tempo e a diffondere le informazioni in modo più capillare. I parrocchiani che frequentano la chiesa sono una percentuale ridotta del totale. Attivare una pagina non è difficile e permette di illustrare aspetti della vita della comunità cristiana che altrimenti rimarrebbero circoscritti a soli praticanti. Il web però non si sostituisce alle relazioni interpersonali reali. Dobbiamo credere ancora al sedersi sui banchi della chiesa a una comunicazione più fisica. La formazione deve continuare ad essere fatta a quattrocchi perché altrimenti può essere deviante. Con le sole parole scritte spesso si creano dei fraintendimenti. Anche se i social network permettono di rimanere in contatto con fedeli, il rapporto personale diretto rimane l’unico di condivisione. Certamente internet non può sostituire la vita sacramentale. Per fare un esempio comprensibile a tutti, sarebbe come se due fidanzati si baciassero alla webcam. Per i giovani è normale ricevere informazioni e avere contatti attraverso il web, ma il web è un’illusione di intimità, non realtà di profondità. Può essere un inizio ma non sostituisce i rapporti reali. Insomma Facebook può servire per avvicinarsi ai ragazzi anche nel mondo della Chiesa. Quello che bisogna però avere chiaro è che è solo uno strumento, non il fine. Daniele Damele
   
 
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