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La filiera del latte, scandalo all’italiana
  Utelit Consum Veneto: “E’ ora di fare chiarezza, il Ministero si adoperi immediatamente”
   
 
 
  “L'hanno già detto in tanti in quest’ultimo periodo, ma la questione del comparto del latte e dei sussidi comunitari agli allevatori - tornata recentemente alla ribalta con la sentenza 10584/2010 del TAR del Lazio e con la puntata di Annozero del 9 giugno scorso – dimostra ancora una volta che l’Europa e le sue istituzioni non funzionano come si deve”. Così si esprime il dr. Marco Bovo, Presidente della delegazione veneta di Utelit Consum, in relazione allo stato dell’attività lattiera italiana. “Anni di interventi comunitari e nazionali inutilmente protezionisti hanno portato gli allevatori – veneti e non solo - ad una profonda crisi, che promette di dimezzarne il numero in poco tempo e di rendere i pochi rimasti sempre più schiavi dei sussidi pubblici”. “Un libero mercato e una politica di prezzo non più dettata dalla grande distribuzione ma dai consumatori”, auspica Bovo, preoccupato sempre più dall’allarmante pratica della reidratazione del latte in polvere, che confluisce sotto varie forme in tutte le nostre tavole. “Abbiamo visto che il 90% dei prodotti caseari che acquistiamo, anche di marche blasonate, contiene dosi anomale di furosina e quindi proviene da latte in polvere, il più delle volte extraeuropeo. I nostri allevatori devono fare concorrenza alle grandi aziende del settore lattiero caseario che usano questi metodi. Il prezzo e la qualità del latte continuano a scendere ma i consumatori pagano i prodotti sempre di più. Per coprire in parte i costi - che comunque superano i ricavi - gli allevatori hanno optato per l’aumento della produzione, selezionando vacche simili a macchine da guerra, che divorano 50 kg di cibo e producono 60 litri di latte al giorno. Alla faccia della qualità”. Solo pochi giorni fa abbiamo sentito il Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan rispondere al Question Time, in tema di Quote Latte, che “sono in corso ulteriori approfondimenti” su quella che ha definito “la più controversa, complicata e difficile questione dell’agricoltura”, e si e’ ripromesso di “ricostruire un clima di serenità” nel comparto. Riflette rammaricato il dr. Bovo: “Abbiamo saputo che la commissione europea non è più disposta ad attendere il pagamento delle multe per splafonamento della produzione. È’ questa la politica comunitaria? È questa l’Europa che tutela i consumatori? Perché i vari Ministri dell’Agricoltura continuano a rimandare la soluzione di un problema che minaccia di rovinare migliaia di allevatori? Quando verrà disciplinata decentemente la questione della tracciabilità? Quando sapremo cosa finisce nelle nostre tavole?”.
   
 
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