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Ancora sulla vicenda quote latte
  Utelit Consum Veneto: gravi responsabilità del Ministero dell’Agricoltura.
   
 
 
  Abbiamo nuovamente assistito ad uno scontro all'interno della maggioranza tra la Lega e il ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan sulla questione delle multe per lo sforamento delle quote latte, multe che un emendamento alla manovra prevede di sospendere. «Bisogna tenere duro» sulla vicenda delle quote latte, e «spero che il Parlamento italiano abbia un minimo di dignità», ha detto Galan, al suo arrivo a Bruxelles nei giorni scorsi. Galan si è poi chiesto: «Con quale credibilità un ministro può affrontare una battaglia come questa per la politica agricola comune? Con quale faccia si presenta in un consesso europeo quando in Italia deliberatamente i parlamentari della maggioranza vanno contro le norme europee?». «Oggi sono qui a Bruxelles» alla sessione ministeriale, ha proseguito Galan, «per dare una sensazione di serietà alla presenza italiana a Bruxelles; mentre là difendono un piccolo manipolo di trasgressori». Piccolo manipolo di trasgressori? Eppure proprio per quel giorno l'European Milk Board (Emb) aveva indetto una manifestazione cui hanno partecipato migliaia di allevatori da tutta Europa (compreso un centinaio di italiani guidati da Roberto Cavaliere, rappresentante di Copagril), cingendo d’assedio la sede del Consiglio UE ed il palazzo Berlaymont, dove opera l'esecutivo europeo. Il Presidente Nazionale di Utelit Consum, Rocco Monaco, ed il rappresentante per il Veneto dr. Marco Bovo hanno dichiarato: “Ma quale questione di dignità? Galan prenda atto della situazione: gli allevatori non possono pagare e le procedure di infrazione minacciate dall’UE minacciano di riversarsi sui contribuenti. Da noi continuano ad arrivare mozzarelle blu o trasparenti ma nessuno fa niente per modificare il sistema delle quote e calcolare il reale fabbisogno nazionale. L’ Europa è matrigna, dà poco ma pretende tanto. E le sperequazioni di prezzi e realtà sociali (vedi il paragone con la Romania) portano a gravi disturbi nel mercato. L’Italia ha ceduto parte della propria sovranità all’Europa, le cui norme oggi sovrastano perfino la nostra Costituzione. Occorre prendere consapevolezza della situazione e ristabilire un condizione di equità per il mercato alimentare. O si arriva ad una soluzione oppure sarà necessario optare per scelte drastiche: un’Europa come questa non serve”.
   
 
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