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I dati forniti dalla Cisl: A Milano aumento dei fallimenti del 136% in sei mesi
  Rocco Monaco: “Subito politiche serie per rilanciare la piccola e media impresa”.
   
 
 
  Fallimenti, vertenze e rialzo della conflittualità e imprese che preferiscono aspettare i tempi della giustizia piuttosto che conciliare. È la dote portata dalla crisi a Milano, dove, secondo la Cisl, le pratiche individuali aperte dal gennaio 2009 al giugno di quest’anno sono arrivate a quota 3.429: in crescita del 10% rispetto al 2009. Esplodono anche i fallimenti (+136%), che hanno colpito soprattutto il terziario (56,3% dei casi). Quanto alle aziende, nel 2008 prevalevano i casi che si definivano in via conciliativa con un accordo tra le parti (21,7%). Oggi questa quota si è abbassata al 14,8%. Anche questo è un effetto della crisi, in quanto ricorrendo all’avvocato aprono cause che non sanno se e quando finiranno, così anziché pagare subito temporeggiano, confidando nei tempi lunghi della giustizia. Rocco Monaco, Presidente Nazionale Utelit e Carlo Gasparro, Delegato Regionale per la Lombardia così commentano gli allarmanti dati: “Sono dati che parlano da soli e che gridano a gran voce l’urgente necessità di politiche a sostegno della piccola e media impresa e di facilitazione dell’accesso al credito. Per quanto riguarda l’aumento del contenzioso giudiziario ci auguriamo che la nuova riforma che ha introdotto le conciliazioni preventive riesca ad ottenere il tanto invocato effetto deflattivo del contenzioso civile”.
   
 
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