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67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, tra polemiche e soliti sollazzi intellettualoidi
  Utelit Consum Veneto: “Qualità dei film sempre più in calo. Chi e come li sceglie?”
   
 
 
  La famosa kermesse del grande schermo della Biennale di Venezia, che si terrà fino al prossimo 11 settembre, ha dimostrato anche quest’anno di essere impegnata più a cercare critiche (e quindi pubblicità) che bei film. Ne sono convinti il Presidente Nazionale di Utelit dr. Rocco Monaco e il delegato per il Veneto Marco Bovo: “Quest’anno la Biennale sfodera una criticatissima pellicola sul criminale Vallanzasca, specie di apologia infiocchettata da una dichiarazione del regista Michele Placido che – in risposta alle polemiche dei familiari dei poliziotti trucidati – ha affermato tranquillamente che “In Parlamento ci sono criminali peggiori” di quello che ha definito il “fiore del male”. Affermazioni ovviamente gravissime. Che il cineasta italiano abbia preso spunto dal film francese “Nemico Pubblico Numero Uno”, ispirato alla vera storia del delinquente Jacques Mesrine, è fatto obbiettivo. Come lo è che siamo di fronte a una apologia, o comunque mitizzazione, di uno dei più pericolosi criminali che l’Italia abbia conosciuto, e il tutto sotto i riflettori di una delle più importanti manifestazioni cinematografiche a livello mondiale”. E dire che solo alcuni mesi fa aveva suscitato scalpore la serie “Il Capo dei Capi”, distorta storia di un Salvatore Riina più buonuomo che bieco omicida, da cui sembra che nessuno abbia imparato qualcosa. Continuano il Presidente dr. Monaco e il dr. Bovo “Sembra davvero che il trash dei reality e delle fiction stia via via fagocitando anche il grande cinema. Non solo: la Biennale, per mantenere il buon nome e calmierare gli effetti delle previste critiche, che sapientemente attira a sé per scopi pubblicitari, manda in onda il film “Somewhere” di Sofia Coppola, pellicola da un lato spudoratamente elogiata da pochi saccenti e dall’altro ferocemente criticata dal pubblico “normale” per la sua lentezza e banalità. Chi sceglie le pellicole? Con quali criteri? Perché si vedono sempre le stesse facce? Perché la Mostra del Cinema ogni volta presenta prodotti di poco interesse per il pubblico?”. Sullo sfondo di queste critiche intanto si muove l’Antitrust, investita recentemente del problema del duopolio RAI-MEDUSA FILM, che, a detta dei presenti, sarebbe molto avvertito tra gli addetti ai lavori impegnati in questi giorni a Venezia: "è fondamentale che venga fatta chiarezza, i giochi di potere non possono andare a scapito degli utenti".
   
 
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