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ATM, viaggio nella “giungla” dei biglietti interurbani. Chiarezza zero ed alto rischio multe
  Utelit Consum Lombardia: “E da settembre il ‘regalo di buon rientro dalle ferie’ di ATM ai propri clienti: nuovi rincari sugli abbonamenti”
   
 
 
  Chiunque si sposti con i mezzi pubblici da Milano verso l’hinterland e viceversa ha affrontato il quotidiano problema di quale biglietto interurbano acquistare per recarsi nelle più svariate zone dell’hinterland milanese. Le informazioni esposte dall’ATM nelle varie stazioni sono così oscure, ammesso che vi siano, che molto spesso si deve ricorrere alla gentilezza dell’edicolante o all’impiegato ATM nel “gabbiotto”, sempre ammesso di trovarlo, per capire quale biglietto prendere. Ma per chi volesse, o dovesse in caso di chiusura delle edicole dopo una certa ora, adoperare le biglietterie automatiche il compito si fa arduo perché aprendo la voce “biglietto interurbano” si spalancherà un’autentica ed inestricabile “giungla”. C’é il biglietto interurbano zona 1, oppure quello zona 2 o 3 o 4 ma c’é anche quello zona 1 e ½, zona 2 e ½ e così via. Gli avvisi esposti da ATM sono di difficile comprensione, non si riesce a comprendere a quale zona appartenga la località di destinazione prescelta. Ovviamente, se si viene pescati con il biglietto sbagliato, ad es. con un biglietto zona 1 e non zona 1 e ½, fioccano multe salatissime. Rocco Monaco, Presidente nazionale di Utelit Consum e Carlo Gasparro Delegato Regionale per la Lombardia: “Chiediamo ad ATM di aiutare i propri clienti a scegliere il giusto biglietto e a scongiurare il rischio di sanzioni. Ci vogliono informazioni più chiare anche per le biglietterie automatiche. Tutto questo si traduce in un aumento ingiustificato delle tariffe”. A proposito di aumento, da settembre ATM fa ai propri abbonati un “regalo” di buon rientro dalle ferie con aumenti di almeno un euro rispetto a luglio: ad es. un abbonamento integrato da Gorgonzola sale da € 64,50 a € 65,50. Aumento ingiusto ed ingiustificato che va a gravare sulle già mal messe casse delle famiglie. Tutto ciò va nella direzione esattamente opposta a quella perseguita da ATM e dal Comune di Milano, a parole almeno, di disincentivare l’uso dell’auto privata anche in considerazione dell’alto inquinamento presente in città.
   
 
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