associazione nazionale utenti televisivi e consumatori italiani  

Chi siamo
Dove siamo
Home

Contatti
Aboliamo il canone
Links
NOICONSUT
Archivio
Iniziative
Chiedere giustizia costa sempre di più. Aumentati gli importi dei contributi unificati in materia civile
  Utelit Consum Lombardia: “L’amministrazione della Giustizia non é un lusso per pochi eletti ma un servizio che va garantito a tutti”
   
 
 
  A partire dal 30 luglio 2010 sono aumentati gli importi dei contributi unificati ossia le imposte che si pagano forfetariamente all’avvio di una causa civile. Come noto, l’ammontare di tali contributi varia a seconda dello “scaglione” di valore della causa intentata. Si pensi, ad esempio, che per le cause il cui valore va da € 5.200,00 ad € 26.000,00 il contributo unificato é passato da € 170,00 ad € 187,00 cui ovviamente aggiungere € 8,00 di marca da bollo all’atto dell’iscrizione a ruolo della causa. La cosa che lascia sbalorditi, tuttavia, é che per le cause di valore fino ad € 1.100,00 che fino al 2006 erano addirittura esenti da qualsiasi contributo unificato sarà necessario sborsare € 33,00 di contributo unificato. Vale a dire che se, per esempio, mi ritrovo nella bolletta del gas 50 euro che ritengo non dovuti, dovrò sborsarne 33,00 per ottenere tutela dal Giudice di Pace. E non é finita perché da quest’anno anche per un semplice ricorso contro una multa bisognerà sborsare come minimo € 33,00 di contributo unificato ed € 8,00 di marca da bollo. La conseguenza é ovvia: se prendo una multa di 50 euro per una sosta vietata che ritengo infondata dovrò pagarne 41,00 allo Stato per avere giustizia. In caso di esito positivo del ricorso ossia se il Giudice di Pace annulla la multa avrò avuto un risparmio di € 9,00 dato che, di prassi, le spese legali vengono compensate fra le parti ossia ciascuno si paga le sue. A conti fatti, dunque, conviene pagare la multa. Lo scopo, dichiarato, dello Stato, oltre che di far cassa é quello di dissuadere i cittadini dall’intasare gli uffici giudiziari con cause bagatellari o che potrebbero ben essere risolte per altre vie. Si tratta di un modo sommario e superficiale di risolvere il problema, che pure esiste, dell’eccessivo carico di lavoro in capo agli uffici giudiziari e non é questa certo la sede per aprire un dibattito sulla carenza di giudice e personale di cancelleria. Dal marzo del prossimo anno, come noto, prima di instaurare una controversia in sede civile, sarà obbligatorio esperire preventivamente un tentativo di conciliazione presso organi di conciliazione appositamente iscritti in un elenco del Ministero della Giustizia. Il principio alla base di questa riforma può essere condivisibile e portare davvero a risolvere bonariamente molti contenziosi che oggi finiscono nella aule di giustizia. Il problema é che, a tutt’oggi, non v’é traccia dei decreti attuativi della normativa così che la riforma rimane ancora in alto mare. Il Consiglio di Stato, infatti,nell'adunanza del 26 agosto scorso, ha esaminato lo schema di regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro di organismi di mediazione e dell'elenco dei formatori per la mediazione, nonché l'approvazione delle indennità spettanti agli organismi, tassello mancante per il completamento della disciplina del decreto legislativo 28/2010 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. In tale sede sono stati evidenziati diversi profili della norma e varie carenze istruttorie che hanno imposto ulteriori approfondimenti, impedendo l'espressione di un parere definitivo da parte del Consiglio di Stato. Rocco Monaco, Presidente Nazionale Utelit Consum e Carlo Gasparro delegato Regionale per la Lombardia così commentano: “L’assurda situazione che si é venuta a creare fa sì che le spese di giustizia da anticipare per l’iscrizione della causa a ruolo finiscono per essere superiori all’oggetto della controversia. Anche la finalità perseguito – dissuadere dalla proposizione dell’azione legale finisce per divenire un invito a non reagire ai torti subiti e vedere i propri diritti lesi mai tutelati”.
   
 
Vai all'Archivio News | Torna alla Prima Pagina
Leggi i commenti!
Myoclonic bactrim without prescription metabolize acoustic reflux; requested eczema; [...] Altri commenti
Sondaggi
I partiti e il palinsesto Rai
E' giusto che i partiti politici influenzino il palinsesto Rai?
Sì: la tv pubblica deve riflettere il peso politico dei partiti
No, la Rai deve preferire le professionalità
In parte, servono regole che non escludano le minoranze
Occorre equidistanza dai partiti
Risultati
Osservatorio sulla Tv
Login