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Istat: il tasso di disoccupazione italiano scende nel mese di agosto all'8,2%
  Utelit Consum Nazionale: “Dati illusori e frutto dello scoraggiamento diffuso fra donne e giovani”.
   
 
 
  Secondo i dati diffusi oggi da Istat, il tasso di disoccupazione italiano scende nel mese di agosto all'8,2%, il livello più basso da settembre 2009. Nei mesi di luglio e agosto il tasso era stato pari all'8,4%. Non c’é di che sorridere però perché la stessa Istat avverte che la flessione della disoccupazione è favorita "anche dall'aumento dell'inattività femminile". In valori assoluti, infatti, ai 50.000 disoccupati in meno che si registrano tra luglio e agosto fa da contraltare la crescita analoga di 41.000 persone tra le fila degli inattivi. Per inattivi Istat considera le persone che non fanno parte delle forze di lavoro perché non risultano né occupate né in cerca di occupazione. Non solo pensionati e studenti, ma anche gli "scoraggiati", coloro che sarebbero disponibili a lavorare ma hanno smesso attivamente di cercare un impiego per gli scarsi risultati ottenuti. La bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro è un problema strutturale dell'economia italiana. Il tasso di occupazione femminile ad agosto è pari al 46,1%, quasi 22 punti percentuali in meno rispetto al tasso di occupazione maschile. E per i prossimi mesi tutti i principali previsori danno per scontato un aumento della disoccupazione. Ad esempio, il Centro studi di Confindustria prevede che circa 30.000 persone perdano il lavoro nel complesso del secondo semestre mentre l’'associazione degli industriali vede il tasso di disoccupazione raggiungere nella media 2010 l'8,6%. Rocco Monaco, Presidente Nazionale di Utelit Consum, così commenta: “Come ammesso dalla stessa Istat sono dati solo apparentemente positivi e scontano il fatto che in quelle fredde percentuali si considera anche quella parte della popolazione, in prima fila donne, giovani e chi ha perso il lavoro in età matura, che trovano così difficile inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro che vi rinunciano. Ricordiamo che il lavoro é un diritto inalienabile del cittadino italiano e sul lavoro é fondata la nostra repubblica democratica. Le istituzioni si impegnino per restituire alle donne, ai giovani e a chi ha perduto la propria occupazione la dignità del lavoro”.
   
 
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