associazione nazionale utenti televisivi e consumatori italiani  

Chi siamo
Dove siamo
Home

Contatti
Aboliamo il canone
Links
NOICONSUT
Archivio
Iniziative
La difficile situazione della sanità in Veneto. Visite mediche, i tempi si allungano.
  Utelit Consum Veneto: “Rassegnazione dilagante"
   
 
 
  Se è vero che la priorità indicata sulla ricetta dal medico di famiglia e la precedenza ai residenti hanno eliminato i tempi biblici di una volta (spariti gli 8/12 mesi di anticamera per accertamenti odontoiatrici e radiologici), è altrettanto innegabile che dal 2009 al 2010 le liste d’attesa sono di nuovo peggiorate. Forse, smaltito il grosso del lavoro, le Usl hanno un po’ rallentato i ritmi. Nel primo semestre 2010 la media veneta delle prestazioni erogate nei tempi imposti dalla Regione per la classe A (quelle che devono essere garantite entro 10 giorni) è scesa dal 93% dell’anno scorso all’ 82% attuale e per la classe B (entro 30 giorni se visita ed entro 60 se esame strumentale) è passata dall’81% al 77%. Solo la classe C (entro 180 giorni) è leggermente migliorata, dall’ 83% all’86%. Una battuta d’arresto che stride con la promessa di abbattere le liste d’ attesa pronunciata dal governatore Luca Zaia appena insediato. «C’è tanto da lavorare - ammette l’assessore alla Sanità, Luca Coletto - in un settore così delicato bisogna sempre mantenere la tensione al massimo. Le liste sono piene, quindi i vertici delle Usl devono costantemente monitorare l’organizzazione, stare attenti alle criticità e chiedere a primari e convenzionati di aggiungere sedute nelle specialità maggiormente richieste, soprattutto per la classe A. Non è un problema di risorse, ma di gestione, di attivazione dei Cup provinciali, di coordinamento tra medici di base e specialisti, di screening che evitino alle donne di mettersi in coda per la mammografia, ai diabetici e ai malati cronici di rifare la fila a ogni controllo». La Regione ha autorizzato le 24 aziende sanitarie a spendere complessivamente 21 milioni di euro in più per comprare prestazioni supplementari da professionisti del pubblico e dai privati accreditati, proprio per snellire le attese. Ogni ora di lavoro aggiuntiva costa 60 euro lordi. Il rispetto dei tempi d’attesa è uno degli obiettivi imposti dalla Regione ai direttori generali, che però fino al 2010 vale 5 dei 100 punti di valutazione complessiva, ma per il 2011 acquisterà molto più peso. I manager inadempienti subiranno un richiamo, inoltre su tale ambito verranno plasmati l’eventuale incentivo (ora bloccato) degli stessi dg e il giudizio sui direttori sanitario e amministrativo e sui capi dipartimento. I tecnici della Sanità stanno compiendo un check sull’operato delle Usl, che entro fine mese saranno convocate a Montecchio Precalcino dal segretario Domenico Mantoan. «Voglio introdurre un software uguale per tutte, che ci consenta di monitorarne le liste in tempo reale - rivela Coletto - ma anche di mettere l’anamnesi dei pazienti consenzienti a disposizione dei dottori che li seguono: basterà un click». Le aree critiche sono l’Oculistica (alle visite specialistiche si sommano quelle per la patente, per il lavoro, per i diabetici, per gli ipertesi), la Radiologia (con i picchi delle risonanze magnetiche e degli ecodoppler), la Cardiologia e l’area «femminile» (Ginecologia e Senologia). Tra le aziende, la più in difficoltà risulta l’Usl 22 di Bussolengo: 49% di prestazioni erogate nei tempi nella B e 28% nella C. Problemi per i controlli entro i 10 giorni li evidenzia l’Usl 1 di Belluno (46% di soddisfacimento, contro l’85% del 2009), mentre zoppicano nella classe B la 12 di Venezia (24% invece del 97% del 2009) e la 2 di Feltre (43% al posto del 58%). Faticano infine nella classe C l’Usl 13 di Mirano (26% contro il 44% del 2009) e la 17 di Este (43% invece del 96%). Le migliori sono l’Usl 18 di Rovigo — finita nel mirino della Regione per i conti in rosso —, che vanta un 100% in tutte e tre le classi, e la 16 di Padova: 98% nella A e 100% nella B e nella C. «Costiamo di più proprio perché offriamo 21 prestazioni all’anno pro capite invece delle 14 standard, e senza lunghe attese - spiega Adriano Marcolongo, dg dell’Usl di Rovigo -. E’ il frutto di sei anni di lavoro, durante i quali abbiamo cambiato l’organizzazione, sviluppato protocolli condivisi tra medici di famiglia e specialisti, attivato il Cup provinciale, che gestisce 1850 agende e offre un’ampia gamma di ambulatori al cittadino. Si può prenotare la visita in quello preferito e leggere subito i tempi di attesa sul sito www. adisanrovigo.it». «Contiamo il più alto numero di convenzionati, un centinaio - gli fa eco Fortunato Rao, a capo dell’Usl di Padova - ma la svolta è stata di modificare del 30% le prestazioni a seconda del fabbisogno, così da plasmare l’ offerta sulla domanda. E poi abbiamo lavorato sulla qualità, trasformando in ambulatoriali fattispecie prima erogate in regime di ricovero e chiedendo ai medici di base di prescrivere subito l’esame più sofisticato piuttosto che tre meno precisi». Non si spiega invece l’ultimo posto Alessandro Dall’Ora, dg dell’ Usl 22 di Bussolengo: «Abbiamo cinque punti di erogazione, cioè Bussolengo, Caprino, Malcesine, Villafranca, e Isola della Scala, più i distretti di Bardolino, Negrar, Peschiera e Domegliara: l’offerta c’è. E ci risulta dentro i parametri, che però potrebbero essere stati falsati dalla scelta di tanti pazienti di aspettare di più pur di non spostarsi da Bussolengo». Imputa al turismo il risultato sottotono dell’Usl di Belluno il direttore generale Ermanno Angonese: «In alcuni periodi dell’anno, come l’estate che vede l’ Agordino preso d’assalto da 1 milione di presenze, le liste sono intasate, in altri non hanno attese. La nostra capacità di rispondere è costante, ma gli utenti non sono sempre e solo i 129 mila residenti». Il Presidente di Utelit Consum Rocco Monaco e Marco Bovo, delegato Utelit per il Veneto: “soliti segni di degrado, anche nel ricco Veneto. Il sistema sanitario è tutto da riformare, a partire dalle modalità di reclutamento del personale fino al più piccolo dettaglio del rapporto di lavoro tra ULSS e medici. Vanno ridefiniti gli standard fondamentali di qualità che debbono essere rispettati e occorre predisporre aggiornate carte dei servizi ai cittadini, riconoscendo loro la possibilità di rivalersi come nei confronti di un privato per gli inadempimenti contrattuali. Questo doveva già essere fatto ma il tutto è rimasto lettera morta, formalità più che tutela. La gente non ne può più di subire soprusi e ritardi e rimanere a tacere: i malati hanno bisogno di servizi efficienti, di essere accolti in strutture adeguate all’enorme carico fiscale che ogni anno incombe su tutti gli italiani. La politica ha gravi responsabilità in tutto questo. Invitiamo il Ministero della Salute a ridefinire gli obbiettivi di tutela del malato e lo standard dei servizi. L’equità sociale parte da questo”.
   
 
Vai all'Archivio News | Torna alla Prima Pagina
Leggi i commenti!
Anterior buy xenical online puncturing going bags, buy xenical darker, pial Altri commenti
Sondaggi
I partiti e il palinsesto Rai
E' giusto che i partiti politici influenzino il palinsesto Rai?
Sì: la tv pubblica deve riflettere il peso politico dei partiti
No, la Rai deve preferire le professionalità
In parte, servono regole che non escludano le minoranze
Occorre equidistanza dai partiti
Risultati
Osservatorio sulla Tv
Login