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“Concorso per Notaio, tutto truccato”.
  Utelit Consum Veneto: “Scandalo colossale”
   
 
 
  La traccia “mortis causa” all’esame di notariato, venerdì scorso, ha causato prima la bagarre in sede di concorso, poi l'annullamento per gravi irregolarità della terza e ultima prova sostenuta dagli oltre 3000 partecipanti per 200 posti da notaio. Quello stesso caso notarile da risolvere, identico a quello trattato venti giorni prima in una prova simulata alla scuola di Notariato “Anselmo Anselmi” di Roma, ha fatto scoppiare il caos tra i banchi della Fiera di Roma. E oggi lascia ancora pesanti ombre sul meccanismo di scelta della traccia incriminata. Una matassa complicata da srotolare, considerando gli estremi del bandolo. Da una parte i candidati che si sono scagliati contro la commissione, con fischi e urla (alcuni gridavano "Vergogna vergogna"), durante la prova, dopo avere scoperto l'anomalia. "In base al regolamento, la Commissione esaminatrice avrebbe dovuto costruire la mattina stessa della prova una traccia ex novo, - spiegano alcuni partecipanti - mentre quella dettata era quasi del tutto identica ad un'altra utilizzata come esercitazione e trattata in videoconferenza con altre scuole notarili". Dall’altra una Commissione di 15 membri che ritiene le critiche “dirette al Consiglio Notarile”. Senza contare che, secondo alcune testimonianze di partecipanti alla prova, a qualche candidato, sono stati trovati in tasca i compiti già eseguiti, "su carta intestata del ministero" e che in corsa per gli ambiti posti a numero chiuso c’erano anche nomi 'illustri', tra figli di politici e parenti di personaggi noti del mondo dello spettacolo. Rocco Monaco, Presidente Nazionale Utelit Consum e Marco Bovo, delegato per il Veneto: “la regola dell’anonimato delle tracce evidentemente non basta. A parte il fatto che non abbiamo mai creduto a questa favola (i criteri di individuazione – codici a barre, numeri – sono conosciuti dagli addetti ai lavori), se non altro i candidati avevano l’impressione di una seppur minima serietà. Ma non è così, evidentemente: quello che è accaduto a Roma è gravissimo, e, ancor più grave, anche gli esami di avvocatura e magistratura si svolgono negli stessi modi. I praticanti di tutta Italia ce lo confermano. In gioco ci sono delle vite; persone che dedicano giorno e notte allo studio, che frequentano grandi uffici notarili senza ricevere stipendi e facendo dodici ore al giorno, che investono anni della propria vita per raggiungere il sogno - spesso aiutati da genitori della bassa borghesia costretti ad indebitarsi e ad investire la pensione per i figli, nella speranza di dare loro un futuro - . Questi concorsi rovinano vite e, inoltre, sottraggono alla società i veri talenti per promuovere il raccomandato di turno. Chiediamo al Ministro Alfano di fare la massima chiarezza sui fatti ed istituire in tempi rapidi criteri seri per l’assegnazione e correzione degli elaborati in tutti gli esami relativi alle professioni giuridiche”.
   
 
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