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MULTE E RICORSI A PAGAMENTO
  Quando ricorrere contro un verbale ingiusto può costare più della multa
   
 
 
  Ciao amici di Utelit. Intanto voglio scusarmi con tutti voi per le due settimane di “latitanza” durante le quali non vi abbiamo fatto sentire la voce dei consumatori della Toscana. Il fatto è che siamo stati così indaffarati contro i soprusi nei Vostri confronti da non aver avuto tempo per raccontarveli. Oggi parliamo di multe, quelle classiche, fatte dal vigile urbano o dall’ausiliario del traffico. Non di quelle comminate per violazioni incomprensibili o di quelle fatte a scatola cinese, che nel giro di qualche mese raggiungono un importo in grado di divorare uno stipendio (ne parleremo un’altra volta) e neanche degli autovelox. Ci riferiamo alle piccole infrazioni come i divieti di sosta, i cedolini di parcheggio scaduto o la sosta nei parcheggi per residenti etc… Si tratta quasi sempre di sanzioni di poche decine di euro che, se giustamente elevate, si devono pagare nel termine di sessanta giorni per evitare che raddoppino. Sappiamo bene che spesso, dietro alla correttezza formale, si nascondono atteggiamenti e trabocchetti che farebbero invocare la “questione di principio” ma anche in quei casi conviene pagare, nonostante il mal di pancia conseguente. Ci sono molti casi, però, in cui la multa è palesemente sbagliata, magari per un errore nella lettura della targa o nel calcolo dei giorni di divieto. Qui nascono i problemi. Tenete conto che i Vigili Urbani, novantanove volte su cento si rifiutano di cancellare le multe anche palesemente sbagliate, dicendo al cittadino che non avrà alcun problema a farsi giustizia presso il Giudice di Pace. In realtà, la pubblica amministrazione ha non solo la facoltà ma il preciso dovere di annullare gli atti palesemente illegittimi (legge 28/99 - e dal decreto attuativo del ministero delle finanze n. 37/97). Fino ad oggi potevamo ricorrere al Prefetto o al Giudice di Pace senza spendere niente. Qualcuno deve essersi accorto che era decisamente più conveniente ricorrere al Giudice di pace, sia perché molto spesso sospende i termini del verbale in modo che l’importo, in attesa della sentenza, non raddoppi, sia perché la Prefettura, espressione del Governo sul territorio, è naturalmente più restia ad eliminare provvedimenti emessi da altri soggetti di governo. Deve essere per questo che, da pochi mesi, il ricorso al Giudice di Pace non è più gratuito ma occorre un “contributo unificato”. Questo altro non è che una specie di francobollo che potete comprare in tabaccheria spendendo 33 (trentatre, avete capito bene) euro. Se poi decidete di inviare il ricorso per posta, evitando di fare code nelle cancellerie, dovete aggiungere anche la spesa della raccomandate e sfiorerete così i quaranta euro. Se poi la multa è conseguente ad un sinistro e vi occorrono anche i rilievi effettuati dall’autorità potete taggiungere e superare quota 70 euro. Questo sia che si tratti di una multa di 30 come di 3000 euro. Aggiungete il fatto che i Giudici di Pace assolvono bene il loro lavoro e sanno riconoscere un verbale nullo ma molto raramente condannano chi a torto a rimborsare le spese sostenute da chi ha ragione. Morale: se la multa è piccola conviene pagare anche se palesemente nulla. Tanto anche se vinciamo nella forma e riusciamo a farla annullare, nella sostanza avremo comunque perso tempo e denaro, più che se l’avessimo pagata. E’ davvero così? Certo che no. Rocco Monaco, presidente Nazionale di Utelit Consum tiene a precisare che l’Associazione si batte ogni giorno per una tutela reale dei diritti dei consumatori attraverso la proposizione di soluzione pratiche ai problemi oggetto dei nostri interventi. Quindi state all’erta: dalle prossime settimane vi daremo suggerimenti utili a combattere questa battaglia in modo efficace.
   
 
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