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IL RICORSO IN AUTOTUTELA. UN UTILE STRUMENTO DI DIFESA
  Dalle parole ai fatti. Vi spieghiamo come utilizzare un utile strumento di difesa
   
 
 
  La volta scorsa abbiamo parlato dei nuovi costi dei ricorsi presso il Giudice di Pace e del rischio conseguente che pagare una multa ingiusta costi meno che impugnarla. Così, ci siamo subito mobilitati per insegnarvi alcuni metodi di difesa legale. E’ quello che faremo ma prima ci preme chiarire una cosa importante. Forse può sembrare che sia una scelta miope quella di perdere tempo prezioso con sanzioni di poche decine di euro elevate per sbaglio da qualche ausiliare frettoloso, quando tutti i giorni siamo alle prese con problemi enormi come gli interessi composti sui mutui, i servizi erogati e non richiesti, per non parlare delle bollette e del tormento Equitalia. Noi, però, siamo più attenti alle idee che ai soldi, perché è attraverso le idee e le convinzioni che cambiano le cose, in meglio o in peggio e l’idea legata a questi piccoli e fastidiosi verbali è di quelle brutte, da combattere con tutte le forze. Dire che costa meno pagare che difendersi è educare alla rassegnazione e questo a noi di Utelit Consum non piace. Noi rispettiamo la vostra voglia di ribellione. E’ un sentimento alto, nobile e civile. Significa che siete vivi e capaci di indignarvi e, soprattutto, che il vostro istinto è ancora in grado di dirvi che cosa è giusto e sbagliato. Farsi convincere che c’è sempre una buona ragione per pagare è il primo passo per trasformare cittadini liberi e solidali in docili esecutori, soli e privi del senso di giustizia. E allora cominciamo a vedere come difenderci. La prima cosa da sapere è che la pubblica amministrazione ha il diritto di emettere un provvedimento ma ha il potere e il dovere di annullarlo quando appare manifestamente sbagliato. Quindi, se dai vigili o in comune vi dicono che loro la multa non possono annullarla, ricordatevi che non è vero. La parola d’ordine per chiedere all’amministrazione di annullare un atto viziato è “autotutela”. Il motivo per cui dovete usare questo termine quando vantate i vostri diritti è che se parlate di “errori” o “sbagli” vi riferite a definizioni corrette in italiano ma, diciamo così, con poca rispondenza di legge. Il Termine “autotutela” figura all’interno di norme e regolamenti e si riferisce esattamente al potere dovere di cui abbiamo parlato, di disfare quello che è sbagliato. E se la vostra domanda non viene accolta? Se questo accade correte il rischio di dover scrivere un nuovo ricorso da indirizzare al Prefetto o al Giudice di Pace. Nella peggiore delle ipotesi, se la risposta arriva in ritardo o non arriva mai, potrebbero trascorrere i fatidici 60 giorni dall’invio, rendendo impossibile ogni ulteriore difesa. Per nostra fortuna, però, il comune che ci ha fatto la multa non è solo il destinatario del ricorso in autotutela ma lo è anche per il ricorso al Prefetto (o lo inviate direttamente al prefetto o lo inviate a chi vi ha fatto la multa. E’ dovere di quest’ultimo spedire tutti gli atti in prefettura). Quindi, se chiamate la vostra richiesta di annullamento del verbale “RICORSO IN AUTOTOTUELA E IN SUBORDINE RICORSO AL PREFETTO DI ………” avete preso i classici due piccioni con una fava. Infatti, se il comune capisce l’errore e annulla avete risolto il problema. Se non lo fa si dovrà sobbarcare l’onere di spedire al posto vostro il ricorso al Prefetto. Il prefetto, in presenza di un errore ben visibile, potrà accogliere il ricorso o anche non rispondere. ATTENZIONE. A causa di un principio chiamato “silenzio assenso”, se nessuno vi risponde equivale a dire che avete ragione e che avete vinto il ricorso. Se dopo due o tre anni vi notificano una cartella di pagamento per quella multa, Voi avete tutti gli elementi per non pagare. Ricapitolando: la multa può essere opposta entro sessanta giorni da quando vi viene notificata (Guardate la busta. Conta il timbro postale di arrivo, non quello di invio). Lo stesso vale se trovate il vigile urbano o l’ausiliare e vi chiede di firmare il verbale (anche se non lo firmate). Invece, se trovate semplicemente il foglietto sotto il parabrezza questo non ha nessun valore. Nel vostro “RICORSO IN AUTOTUTELA E IN SUBORDINE RICORSO AL PREFETTO DI …..” scrivete le vostre generalità, i fatti, il numero del verbale (allegandolo nella busta), i motivi per cui deve essere annullato, data e firma. Mettete tutto in una busta e inviatelo CON RACCOMANDATA A/R ai vigili o direttamente al comune. Ricordatevi che conta il timbro di invio che appare sulla ricevuta della raccomandata. Per esempio, se l’avete inviata dopo 56 giorni da quando vi è arrivata la multa e finisce sulla scrivania dei vigili dopo una settimana saranno trascorsi 63 giorni (56 + 7) ma voi l’avrete inviata in tempo. Tenetevi una copia del ricorso e della multa e spillateci la cartolina postale quando il postino ve la restituirà. Usate questo sistema solo se se c’è un grosso errore nel verbale. Infatti, se il Prefetto rigetta il ricorso molto spesso vi troverete a pagare la multa maggiorata del ritardo (circa il doppio). Vi sentite pronti? Rocco Monaco, presidente Nazionale di Utelit Consum e il Presidente Regionale della Toscana Avv. Nicola Tintori vi fanno il loro più sentito “in bocca al lupo”. A presto Amici.
   
 
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