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LA MISTERIOSA GESTIONE DELLE INFRASTRUTTURE
  Il presidente della Regione Toscana Rossi con un gesto risoluto mette in discussione i futuri appalti con i colossi dei trasporti
   
 
 
  Cari amici, come saprete la Toscana in questi giorni è salita ai disonori della cronaca per la nevicata che ha messo in ginocchio i cittadini e l’immagine della Pubblica Amministrazione, a tutti i livelli. Si è trattato del classico e facile tiro sulla croce rossa. Tutti sapevano. L’allerta meteo era stata diramata con ampio anticipo e gli organi di gestione dell’emergenza erano in preallarme. La tormenta è arrivata copiosa e puntuale ed è stato come un rigore a porta vuota. Tutti abbiamo contemplato impotenti il lento e maestoso avverarsi del disastro e della natura che prende il sopravvento. Nell’epoca della banda larga e del Freccia Rossa abbiamo visto folle di automobilisti sfiniti dopo ore di code immobili, abbandonare la macchina alla meno peggio e farsela a piedi verso casa. Per sapere di chi è la colpa vi basterà leggere un po’ di giornali e forum su internet. Le migliori penne prezzolate vi diranno che non se ne può più di quell’amministratore delegato (perché è di sinistra) o di quel sindaco (perché è di destra). Noi, invece, vogliamo affrontare il problema da un’altra prospettiva, suggerita più o meno volontariamente dal Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Questi, infuriandosi contro le negligenze di Anas, Società Autostrade e Trenitalia ha paventato la possibilità di non riconfermare l’appalto del servizio per le corse dei pendolari. Escludendo fin da subito che una figura autorevole come il Presidente di una regione all’avanguardia nel sociale abbia minacciato ciò che non può mantenere, ci è parso di capire che, volendo, si può cambiare anche quello che sembra inesorabile e immutabile. A pensarci bene strade, autostrade e ferrovie sono nostre, tanto che ciascuno si potrebbe divertire a scrivere il suo nome su un pezzo di guard rail o un lampione (non lo fate). Questo perché solo uno stato (cioè noi) può sopportare il costo smisurato che occorre per posare migliaia di chilometri di acciaio, cemento e catrame, oltre a bucare intere montagne. Se tutto questo lo costruiamo noi allora è un nostro diritto e dovere primario esaminare severamente l’operato di chi ne cura l’efficienza e il mantenimento. Siamo grati al Presidente Rossi per aver minacciato di mandare a casa Trenitalia ma ora dovrebbe completare l’opera. Ci dovrebbe spiegare in modo dettagliato quali e quante sono le aziende in grado di gestire le nostre vie di comunicazione. Quanto ci guadagnano e come vengono scelte. Meglio ancora se ci indicasse un modo, un luogo un tavolo dove i consumatori possano valutare insieme alle amministrazioni la qualità delle proposte e l’operato dei gestori. Questi signori maneggiano i nostri gioielli migliori e sarebbe il minimo che ce ne rendessero conto. Poter chiedere spiegazioni è molto più efficace che minacciare sanzioni perché quando i guadagni sono alti una multa è solo una voce di bilancio tra le altre. Se chi gestisce le autostrade e tutte le altre vie di trasporto potesse essere mandato a casa o ridimensionato, come ci ha suggerito Rossi, sicuramente non sarebbe bastato qualche centimetro di neve per lasciare migliaia di persone a gelare nelle loro auto per dieci o venti ore o ferme in una stazione ferroviaria a dormire nelle tende della Protezione Civile. Rocco Monaco, presidente Nazionale di Utelit Consum e il Presidente della Toscana Avv. Nicola Tintori invitano i Governatori di tutte le regioni italiane ad intraprendere un percorso informativo e collaborativo in modo che i consumatori possano sorvegliare e migliorare l’operato dei gestori delle infrastrutture. Buon Natale.
   
 
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