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MANIFESTAZIONI CONTRO LA RIFORMA DELL’UNIVERSITÀ
  UTELIT VENETO: “PROTESTATE SENZA DANNEGGIARE GLI ALTRI”
   
 
 
  Mobilitazione in Veneto contro il ddl Gelmini alla vigilia dell'approvazione alla Camera dei deputati. Le situazioni più critiche si sono registrate a Mestre e a Padova dove gli studenti hanno invaso la stazione, occupando i treni. A Mestre 300-400 studenti hanno invaso i binario numero 1, 2 e 3 della stazione, bloccando l'arrivo dei treni per Venezia e gli Eurostar. L'azione di protesta è durata 45 minuti circa. La polizia ha lasciato fare ma ha ripreso i manifestanti con le videocamere. Scatteranno le denunce per interruzione di pubblico servizio. Il corteo degli studenti si è poi spostato nella centrale piazza Ferretto. A Padova circa 2mila studenti hanno bloccato la stazione ferroviaria per protestare contro il Ddl Gelmini. C'erano ricercatori, precari e studenti delle scuole medie superiori con fumogeni rosa e striscioni - su uno si legge «respingiamo questa riforma» - che vengono controllati a distanza da polizia e carabinieri in tenuta anti sommossa. La situazione, nel primissimo pomeriggio, è tornata alla normalità ma il traffico ferroviario ha subito ritardi fino a 90 minuti perché Trenitalia ha deviato i convogli per Treviso e Castelfranco. Nel pomeriggio altra interruzione del traffico ferroviario a Venezia da dove era partito il corteo per Mestre del mattino. Una inaccettabile serie di disagi causati da il solito branco di facinorosi. Rocco Monaco, Presidente Nazionale Utelit e Marco Bovo, Presidente di Utelit Veneto: “Non entriamo nel merito delle critiche al ddl Gelmini, critiche che sotto molti aspetti condividiamo, ma non possiamo non rilevare come queste manifestazioni abbiano leso gravemente il diritto (e dovere) di molti lavoratori ad entrare al lavoro in orario e abbiano avuto uno spirito più caotico che costruttivo. Protestare è legittimo ma senza danneggiare chi non ha colpe. Riteniamo che i fatti di Roma e del Veneto siano stati molto gravi e che, nei casi di violazione del codice penale, la magistratura debba intervenire prontamente, ma esprimiamo la nostra preoccupazione per il futuro della scuola e quindi dei nostri giovani. Il Ministero si adoperi immediatamente per sventare il pericolo di uno sfacelo culturale e della privatizzazione dell’istruzione in mano ai baroni”.
   
 
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