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EQUITALIA, I MEZZI DI LAVORO E PRIMA CASA SARANNO PIGNORABILI?
  L’azione di riforma del sistema riscossivo proposto delle associazioni “Utelit consum” e “Noiconsut” inizia a farsi sentire
   
 
 
  “Il Governo sta studiando un tetto ai pignoramenti fiscali per rendere le riscossioni meno punitive. E’, certamente, un primo passo verso la vittoria”. Commentano così Rocco Monaco, presidente nazionale di “Utelit consum” e Antonio Pepe, presidente nazionale della “Noiconsut” e le nuove misure in fase di studio da parte del Ministero dell’Economia per addolcire la pillola fiscale. “Dopo la campagna per il ‘condono’ di Equitalia - commentano i due Presidenti -, dopo le interrogazioni parlamentari fatta su nostra sollecitazione da Adriana Poli Bortone, la nostra lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo il protocollo d’intesa con il candidato sindaco di Napoli, Gianni Lettieri, la nostra battaglia incomincia a farsi sentire. Il ‘mal di tasse’ che ha colpito l'Italia negli ultimi mesi, da quando sono entrate a regime le nuove norme sulla riscossione delle imposte, sta dilagando ed il Governo, per evitare che il fenomeno diventi un’epidemia, deve correre ai ripari e prendere assolutamente provvedimenti”. Dopo aver già addolcito, infatti, un po' le regole con il decreto Sviluppo, varato due settimane fa, il Ministero dell'Economia medita altri interventi per riportare in carreggiata il rapporto tra fisco e contribuenti, deragliato nelle ultime settimane tra manifestazioni di piazza, assalti alle sedi di Equitalia, minacce e, addirittura, sequestri dei suoi funzionari. “Con il Decreto Sviluppo – commentano le associazioni dei consumatori – si introduce la possibilità, finora esclusa, di presentare alle Commissioni tributarie un'istanza per la sospensione dei pagamenti, ma per un massimo di 15o giorni. Un margine quasi ridicolo, considerati i tempi di lavoro dei giudici tributari; ciò determinerà un aumento esponenziale delle istanze di sospensione e il forte congestionamento delle Commissioni, che già lavorano male. Non solo. Se si aggiunge il non trascurabile fatto che per le udienze di sospensione i magistrati tributari non vengono pagati, si fa presto a capire le ragioni del prevedibile caos che regnerà, tra qualche mese, nelle commissioni tributarie. E’ giusto che il Governo si prodighi per nuovi correttivi, come il non pignoramento della prima casa e dei mezzi di lavoro, anche perché dal primo luglio prossimo le regole sulla riscossione, che già fanno tanto discutere, senza nuovi interventi diventeranno molto, molto più dure perché gli atti di accertamento diventeranno immediatamente esecutivi, con tempi di pagamento ridotti a 60 giorni. Si salterà, quindi, a piedi pari la procedura dell'iscrizione a ruolo, con relativa notifica e possibilità di ricorso, e i tempi tra l'emissione della cartella e l'obbligo di pagamento si riducono da oltre un anno, come succede oggi, ad appena 6o giorni. Naturalmente bisognerà pagare subito: tutto, o metà della somma se si presenta un ricorso. Un meccanismo che garantisce incassi sicuri allo Stato, tanto è vero che da quel provvedimento sono attesi 400 milioni di euro, per il bilancio del 2011. Il contrasto all'evasione fiscale – concludono Monaco e Pepe - è, di certo, un obiettivo imprescindibile, così come imprescindibile è anche la riduzione del carico dello stesso per evitare che esso diventi una misura vessatoria per milioni di contribuenti. Continueremo a fare pressing sul Governo”.
   
 
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