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BANCA VALLE D'ITRIA, TAVOLO TECNICO CON I CONSIGLIERI REGIONALI
 
   
 
 
  Si è svolto, presso la nuova sede dell’associazione nazionale “Noiconsut”, un al tavolo di confronto in merito alla vicenda della Banca Popolare “Valle d’Itria Magna Grecia”. Presenti, oltre ai presidenti dell’associazioni di “Noiconsut”, Antonio Pepe, e “Utelit consum”, Rocco Monaco, e al collegio difensivo (Angela Carrieri, Ilaria Crescenzo e Oreste Marzo) anche i consiglieri regionali, Gianfranco Chiarelli, Donato Pentassuglia e Francesco Laddomada e il segretario provinciale di “Io Sud”, Sabino Torraco. “Oggi al tavolo, dopo un anno di attività, era presente la politica – ha dichiarato Antonio Pepe, presidente di “Noiconsut” -. Noi non vogliamo che sia la politica a risolvere il problema ma riteniamo che, essendo la questione del territorio, la politica debba essere presente. E così è stato. Abbiamo comunicato agli amministratori regionali che il ricorso al Capo della Stato ha avuto la possibilità di essere riportato al Tar Lazio e quindi sarà discusso. Probabilmente qualcuno non sarà stato d’accordo sul nostro modo di agire ma noi riteniamo che sia stata la mossa più giusta e insisteremo su questa strada perché chi ha investito nel brand Valle d’Itria possa riavere buona parte del suo capitale” Siamo felici di aver avuto tutti e tre i consiglieri regionali – ha commentato Rocco Monaco, presidente di “Utelit consum” - e il segretario provinciale di “Io Sud”. Vogliamo collaborare con le istituzioni e tutelare i tanti risparmiatori che hanno investito dei soldi: credo che ci siamo buone speranze!”. “La politica deve essere cassa di risonanza verso le problematiche e le questioni del territorio – ha dichiarato il consigliere regionale Donato Pentassuglia -. In questo caso il brand Valle d’Itria ha subito un grande danno in termini di impatto sociale e di visibilità. La politica deve richiamare alle responsabilità gli attori come la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia per dire che la questione è stata gestita con un po’ di leggerezza”. “Ben vengano tutte le iniziative a tutela dei consumatori – ha commentato Gianfranco Chiarelli -. Politicamente non possiamo far nulla dal momento che la questione non è di competenza regionale ma scoprire una passività di più di 25 milioni, a fronte dei più dei 20 milioni di attività è un dato importante. Tuttavia chiunque investa si assume un rischio di impresa, è ciò che fa ogni azionista. Credo che, giunti a questo punto, l’unica azione legale possibile sia un’azione di responsabilità nei confronti dei liquidatori e della Banca d’Italia”. “Un ringraziamento va alle due associazioni che ci hanno resi partecipe della questione – ha dichiarato Francesco Laddomada -. Non mancherà, da parte nostra, nessun tipo di attenzione sia da un punto di vista professionale che politico. Seguiremo il problema anche a Roma attraverso canali indiretti, attendiamo la sentenza del Tar nella speranza che possano essere accolte quelle istanze che gli avvocati dell’associazione hanno messo in rilievo”. “La politica – ha commentato Sabino Torraco, segretario provinciale di “Io Sud” - deve mettere a disposizione dei cittadini le proprie competenze. Certamente la situazione è molto grave per cui noi dobbiamo accogliere le istanze dei soci e proseguire continuando a portare la questione nelle sedi legali opportune.
   
 
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