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Cufrad alcologia (3/9) 330mila minorenni consumatori a rischio in Italia
  L'uso di alcol e di droghe sono tra le cause principali di incidentalita' stradale fatale e non fatale nei giovani in Italia
   
 
 
  13,4 % dei ricoveri per intossicazioni alcoliche riguarda giovani al di sotto dei 14 anni di eta' e l' 1 % degli alcoldipendenti ha meno di 20 anni. Ben 330.000 minori di 11-15 anni di eta' sono consumatori a rischio di alcol ed e ' diffuso il fenomeno della poliassunzione. Sono i dati relativi al consumo di sostanze psicoattive, legali ed illegali, nella popolazione studentesca nazionale tra i 15 e i 19 anni. Sul fronte dell'Alcol emerge che 8,4 studenti su 10 riferiscono di aver consumato una bevanda alcolica almeno una volta nella vita, 8 su 10 nel corso dell'ultimo anno. I consumatori aumentano costantemente, si passa dai 6 su 10 tra i 15enni a un 8,7 su 10 tra i 19enni. 1 studente su 2 riferisce di essersi ubriacato almeno una volta nella vita, 1 su 3 lo ha fatto nel corso dell'ultimo anno e 1 su 6 negli ultimi 30 giorni. I soggetti eleggibili al trattamento di eta' 15-21 anni sono 76.812. L' 1% dei nuovi utenti in carico ai servizi per gli alcodipendenti non supera i 19 anni di eta' (Relazione 2011 del Ministro della Salute al Parlamento). Tendenze consolidate emergono dai dati dei report epidemiologici dell'Osservatorio Nazionale Alcol Cnesps dell'Istituto Superiore di Sanita'. L'uso di alcol e di droghe sono tra le cause principali di incidentalita' stradale fatale e non fatale nei giovani in Italia. Nelle attivita' di controllo stradale da parte delle Forze dell'Ordine, l'alcol e' sicuramente la sostanza psicoattiva piu' frequentemente rilevata e spesso accompagnata dall'assunzione contemporanea di diversi tipi di droghe. Tra i conducenti risultati positivi alle droghe la cannabis e' la sostanza riscontrata con maggiore frequenza (50% dei casi) e svolge un ruolo principale nel determinismo di incidenti stradali sia per la frequenza d'uso nella popolazione generale, sia per gli effetti conseguenti l'assunzione, seguita dalla cocaina (36,5%), dagli oppiacei (6,3%) e dalle amfetamine (7,1%).
   
 
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