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Incentivi auto ecologiche: tra critiche e "modelli scontati"
  Stanziati 50 milioni di euro per la diffusione dei mezzi ecologici. Si parte da gennaio 2013,. Utelit Veneto: “Molti i limiti del provvedimento
   
 
 
  Da gennaio 2013 (e per tre anni) partono gli incentivi statali per l’acquisto di veicoli a basse emissioni di CO2. Una dote di 50 milioni di euro per l’anno prossimo e di 45 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 sembra proprio una buona notizia, una boccata d’ossigeno al settore dell’auto, sprofondato in una crisi nerissima (in agosto il livello del mercato è tornato a quello di 50 anni fa). Secondo gli addetti ai lavori, però, leggendo con attenzione gli articoli 17 bis e seguenti del decreto Sviluppo (del 7 agosto 2012 n. 134), dedicati alle disposizioni per favorire lo sviluppo della mobilità sostenibile, non è il caso di farsi troppe illusioni. Anzi. Secondo costruttori e concessionari il sistema degli incentivi, così come strutturato, è insufficiente a stimolare il mercato dell’auto se non, addirittura, inapplicabile. “La misura – commenta il presidente di Utelit Veneto - può contare su un fondo a esaurimento piuttosto esiguo, soprattutto per le auto elettriche (nel primo anno i bonus potrebbero esaurirsi in un paio di mesi), che sta obbligando il ministero dei Trasporti ad allestire un sistema di prenotazione degli incentivi (in verità c’è chi dubita che possa essere pronto in tempo); e vendere 25.000 auto in più all’anno non servirebbe a risollevare un mercato in caduta libera. Poi, il sistema è studiato per lasciare solo le briciole ai privati cittadini, visto che è destinato quasi esclusivamente alla sostituzione di flotte aziendali tramite il meccanismo della rottamazione (ma c’è da chiedersi - ed è una delle critiche più forti - quante aziende hanno auto vecchie di almeno un decennio da rottamare)”. La ripartizione dei 50 milioni di euro stanziati per il 2013 parla chiaro: solo 15 milioni andranno ai veicoli che producono da 0 a 95 g/km di CO2 (appunto le auto elettriche e qualche ibrido e gpl), e ben il 70% di questa cifra è destinata alla sostituzione (legata, come detto, alla rottamazione) di veicoli aziendali, veicoli “destinati all’uso di terzi” (taxi, autonoleggi) e veicoli di professionisti e artigiani che li utilizzano esclusivamente per la propria attività. Dunque solo il residuo 30% è destinato, senza vincolo di rottamazione, ai privati cittadini che vogliano acquistare un veicolo elettrico. I restanti 35 milioni di euro sono destinati a incentivare l’acquisto di auto con emissioni fino a 120 g/km (ibridi, metano e gpl), ma saranno appannaggio esclusivo di aziende pubbliche e private, artigiani e professionisti (sempre a condizione di rottamare un veicolo immatricolato almeno10 anni prima della data di acquisto del nuovo). Neanche un centesimo per i privati.
   
 
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