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Strisce blu: multe nulle se il comune non prova esistenza di parcheggi gratis vicini
  In una recente pronuncia la Suprema Corte ha affermato che “l’onere di provare la presenza delle condizioni ostative all’operatività dell’obbligo di predisporre spazi liberi di parcheggio non grava sull’opponente trasgressore, bensì sull’Amministrazione o
   
 
 
  In una recente pronuncia la Suprema Corte ha affermato che “l’onere di provare la presenza delle condizioni ostative all’operatività dell’obbligo di predisporre spazi liberi di parcheggio non grava sull’opponente trasgressore, bensì sull’Amministrazione opposta. In parole povere, un’ordinanza che rende più facile l’annullamento delle multe per la sosta non pagata sulle strisce blu. Nel giudizio di opposizione a verbale di accertamento di infrazione del Codice della Strada, grava sull’autorità amministrativa opposta, a fronte di specifica contestazione da parte dell’opponente, che lamenti la mancata riserva di una adeguata area destinata a parcheggio libero, la prova della esistenza della delibera che escluda la sussistenza di tale obbligo ai sensi dell’art. 7, comma 8, del Codice della Strada. Tale il principio espressamente enunciato dalla Corte di cassazione in una recente decisione emessa nel quadro di un giudizio di impugnazione di verbali di contestazione di infrazioni aventi ad oggetto la contestazione al ricorrente trasgressore della violazione dell’obbligo di esporre il ticket per la sosta in apposite aree destinate al parcheggio. La pronuncia costituisce attuazione del più generale principio, già espresso dal giudice di legittimità in precedenti arresti, secondo il quale, nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, l’Amministrazione, sebbene formalmente convenuta in giudizio, assume sostanzialmente la veste di attrice, spettando quindi alla medesima, ai sensi dell’art. 2697 c.c., fornire la prova della esistenza degli elementi di fatto integranti la violazione contestata, mentre compete all’opponente, che assume formalmente la veste di convenuto, la prova dei fatti impeditivi o estintivi. Quindi, se il comune non prova l’esistenza di aree di sosta gratuite nelle vicinanze di quelle a pagamento contrassegnate dalla strisce blu, allora il verbale è nullo. “La decisione della Cassazione ha dato un colpo a tutte le amministrazioni locali che sfruttano le strisce blu per riempire le casse comunali” dichiara Antonio Pepe, presidente Nazionale Noiconsut Europa. “D’ora in avanti gli automobilisti multati per aver lasciato la propria auto sulle strisce blu senza aver pagato potranno far annullare più facilmente la contravvenzione, ovviamente a patto che il Comune non sia in grado di provare l’esistenza di un’area a sosta libera nelle vicinanze.” I giudici della Cassazione hanno quindi accolto il ricorso di una donna multata per aver parcheggiato in un’area a pagamento senza esporre il tagliando, ribaltando la sentenza di merito che aveva invece rigettato la difesa della cittadina.
   
 
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